NELLA SEDE DI VIA DELLA REPUBBLICA
Il partigiano Augusto Zucchini al circolo del Pd

Presenti domenica mattina, oltre agli iscritti del partito, anche l’Anpi e il senatore Gian Pietro Rossi

BUSTO ARSIZIO

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“Un appuntamento che solo casualmente viene dopo la manifestazione di sabato a Como, ma che abbiamo fortemente voluto come Partito Democratico di Busto Arsizio per riaffermare i nostri valori contro ogni forma di violenza, xenofobia e fascismo: i valori di Busto Arsizio”. Così il Segretario del PD Maurizio Artusa ha aperto l’incontro che si è tenuto domenica mattina nella sede di via della Repubblica in cui gli iscritti, insieme all’Anpi, hanno incontrato l’ex partigiano bustocco Augusto Zucchini.

“Azioni come quelle avvenute a Ostia, Como e alla sede de La Repubblica – ha aggiunto il Presidente dell’Anpi di Busto Arsizio Liberto Losa – non possono essere derubricate come delle ragazzate. Bene l’organizzazione della manifestazione di ieri in cui erano presenti, unite, tutte le forza democratiche”.
Insignito nel dicembre del 2016 della medaglia della Liberazione consegnata a partigiani, ex internati nei lager nazisti, nonché combattenti inquadrati nei Reparti regolari delle Forze armate, Augusto Zucchini, 90 anni, aveva 16 anni quando ha iniziato a combattere tra le fila partigiane. “Avevo dai 16 ai 18 anni e per due anni ho fatto della brigata ‘Giustizia e libertà’ – ha ricordato il partigiano Zucchini – Eravamo in 15 e per contrastare i tedeschi non abbiamo mai utilizzato le armi”. L’ingegno e l’astuzia sono stati infatti le armi da lui utilizzate, come per esempio quando Zucchini ha ricordato di aver scambiato il senso di indicazione dei cartelli che indicavano il senso di marcia ai carro armati tedeschi, portandoli quindi ad attraversare un ponte di legno che non era però adatto a sorreggere il loro peso. E riuscendo così a stoppare la loro avanzata.
Dal Veneto dove abitava prima della guerra, Augusto Zucchini si è trasferito a Busto Arsizio dove ha intrapreso l’attività di falegname e dove in questi anni ha incontrato altri partigiani come l’ex Senatore Gian Pietro Rossi, anche lui presente all’incontro: “È arrivato il momento che tutti i partigiani tornino a fare attività insieme – ha sottolineato l’ex Sindaco di Busto Arsizio – Noi avevamo una grande speranza quando rischiavamo la vita: la speranza di liberarci, di ridare un’Italia più vicina ai nostri sentimenti, di poter ridare ad ognuno la propria dignità”.

“La democrazia non è un acquisito per sempre – ha ricordato Gianni Mainini, Presidente del Fronte Volontari della Libertà di Busto Arsizio – È un processo in evoluzione e si rischia di perderla se non si rinnova nei contenuti. Bisogna preservare il sentimento che persone come Augusto hanno lasciato. Ma è un sentimento che deve anche essere coltivato. Queste radici non devono essere solo una nostalgia, ma qualcosa che ci dà la capacità di guardare avanti”.

Presenti anche il Segretario provinciale del PD Samuele Astuti e il l’onorevole Paolo Caccia: “Ho un nonno tornato a casa a piedi dai campi di concentramento che mi diceva sempre – ha ricordato il Sindaco di Malnate Astuti – Guarda che il fascismo è entrato tra gli italiani in punta di piedi. Ogni giorno facendo non un passo, ma un piccolo passo in agguato. Allora la manifestazione di ieri è stata assolutamente doverosa. È importante che tutte le forze di centro sinistra trovino il senso dello stare insieme nella difesa di questi valori”.

“Chi è passato nel deserto del dolore riesce a capire cosa sta accadendo – ha sottolineato l’Onorevole Paolo Caccia – Sono preoccupato per la nebbia che sta attraversando il cuore della gente che dice ‘queste cose sono niente, passeranno’, dimenticando che la radice della dittatura parte dall’indifferenza rispetto a quello che sta accadendo”.

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