PROSSIMO OBIETTIVO, UN CENTRO DI ASCOLTO MOBILE
Passaparola, l’associazione che aiuta i nuovi poveri

L'associazione di promozione sociale, presentata ieri a Comunità Giovanile in vicolo Carpi, è in prima linea per offrire un aiuto alle persone in difficoltà

Silvia Bellezza

BUSTO ARSIZIO

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C’è una povertà invisibile, a volte dissimulata, perché conseguenza di problematiche assolutamente impreviste che a volte accadono nella vita. È la situazione, ad esempio , di alcuni padri separati, ridotti in condizioni precarie, di famiglie numerose che pur avendo uno stipendio non riescono a far fronte al mutuo  e a pagare le bollette, oppure di imprenditori che hanno visto fallire all’improvviso la propria attività, per colpa della crisi.

È a questa realtà che si rivolge, in particolare, l’associazione di promozione sociale Passaparola, presentata giovedì a Comunità Giovanile in vicolo Carpi, in prima linea per offrire un aiuto alle persone in difficoltà, attraverso la distribuzione di alimenti e di beni di prima necessità ma non solo, come spiega il presidente Devis Martinello: “L’idea di fondare questa associazione è nata perché anch’io, quando ero più giovane, mi sono trovato ‘dall’altra parte’, in una fase di difficoltà della mia vita. Adesso che la situazione è cambiata e mi ritengo fortunato, ho deciso di creare questa realtà per dare un aiuto alle persone più bisognose. Partendo dall’esempio di Comunità Giovanile, che nel fine settimana distribuisce i pasti ai senzatetto, insieme al nostro gruppo di volontari abbiamo dato vita ad un servizio più capillare che risponde alle necessità di chi si trova in condizioni di indigenza, avvalendoci della collaborazione della Caritas, delle associazioni, dei Servizi Sociali, della Protezione Civile. Abbiamo creato una rete efficace  che risponde nell’immediato, mettendo a disposizione dai generi alimentari, al vestiario, ai mobili ma anche consigli, supporto medico, legale, perché il nostro è un progetto a trecentosessanta gradi”.

Tra le azioni intraprese c’è anche quella di “legalizzare”, aiutando chi non ha fissa dimora, ad ottenere il documento d’identità.  Grazie alla rete dell’associazione, alcune famiglie che rischiavano di disgregarsi hanno trovato una nuova casa. Passaparola ha aiutato una sessantina di persone che non avevano lavoro a trovare un’occupazione a tempo indeterminato. “Un giovane che viveva fino a poco tempo fa in una roulotte, ora si trasferirà a Torino e lavorerà come giardiniere”, racconta Devis Martinello. Tra i volontari c’è anche chi dedica un’attenzione particolare agli animali domestici, distribuendo cibo in collaborazione con canili e gattili. Il simbolo dell’associazione raffigura appunto  un cuore due mani e quattro impronte di zampe.

Luca Folegani, del direttivo di Passaparola, evidenzia che il nuovo concetto di povertà, forse meno evidente, è un fenomeno che sta assumendo sempre più preoccupanti dimensioni: “È un tipo di povertà che a volte rimane occulta, ma  riguarda sempre più persone che all’improvviso si sono ritrovate in mezzo ad una strada. Passaparola ha una funzione sussidiaria, laddove le istituzioni non riescono ad arrivare ed ha come fine quello di aiutare le persone a rialzarsi e a reintegrarsi nella società. Spesso diventano esse stesse volontari”. L’obiettivo è adesso quello di costituire un “centro di ascolto mobile”, per poter dare un’assistenza sempre più efficace ed immediata.

Componenti del direttivo, oltre a Martinello (Presidente)  e Folegani (tesoriere), sono il vicepresidente Khalid Elmoutaoifik, Elisa Lenzotti, Carmela Giuliano, Micaela Sopransi e Antonio Gencarelli, con la collaborazione di una quarantina di volontari.

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