Piano rifiuti

Il problema "rifiuti" ritorna attuale in maniera drammatica. A "Radio anch'io" del 10 c.m. se n'è parlato dettagliatamente. E non coinvolge unicamente Roma o Napoli o Palermo, ma s'è fatto pure una disamina di quando (qualche anno fa), lo stesso problema ha coinvolto Milano

Gianluigi Marcora

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Il problema “rifiuti” ritorna attuale in maniera drammatica. A “Radio anch’io” del 10 c.m. se n’è parlato dettagliatamente. E non coinvolge unicamente Roma o Napoli o Palermo, ma s’è fatto pure una disamina di quando (qualche anno fa), lo stesso problema ha coinvolto Milano ….proprio così. Solo che, Milano ha risolto il problema e vuole (deve) risolverlo anche a livello regionale. Cosa che non hanno tuttora fatto le succitate grandi città.

Visto che ci siamo (noi trattiamo i problemi locali) vediamo di coinvolgere anche l’Alto Milanese e, nella fattispecie Busto Arsizio che (numeri alla mano) è la quarta città economica (e altro) della Lombardia e la prima città non Provincia ad essere coinvolta nell’identico problema.

Dato di fatto: l’ex Governatore del Lazio, Alemanno dichiara apertamente che nella querelle tra la Sindaca Raggi e il Governatore del Lazio, Zingaretti chi ha ragione (e lo dice a chiare lettere) “e mi duole confermarlo” (sono le sue dichiarazioni) è la Sindaca Raggi. E il motivo è di una semplicità “inaudita”. E’ la Regione che deve stabilire “come, dove, quando” provvedere alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti”. Alemanno è categorico: “non può, un Sindaco agire autonomamente e decidere come effettuare la raccolta differenziata e dove smaltire i rifiuti. E’ la Regione che deve accollarsi il problema e, soprattutto, risolverlo.

Altri dati elencati da Alemanno dicono che a Roma ci sono 52.000 cassonetti “lasciati allo sbando” e “assolutamente inservibili se quotidianamente non vengono svuotati”. Il problema, tuttavia, non è la raccolta dei rifiuti, svuotando i cassonetti. Il problema è “dove collocare i rifiuti” e “dove smaltirli“; qui (direbbe un filosofo) “casca l’asino“. Quando i rifiuti sono “raccolti dai cassonetti” (ora, i rifiuti sono in ogni dove) “dove si portano, da quando il Centro di Malagrotta è chiuso?”

Qui entra in gioco Milano. Che aveva l’identico problema. Milano, tuttavia ha fatto costruire dei termovalorizzatori in Lombardia, ha curato la raccolta differenziata e ha incentivato i Cittadini con la predisposizione di “incentivi” con agevolazioni sulla riscossione delle Tasse.

Quindi, per risolvere il problema (non solo italiano) occorre un “Piano Rifiuti” predisposto dalla Regione e non da un singolo Comune ….grande o piccolo. Nel “Piano Rifiuti” si predispone sia la “raccolta differenziata” sia il luogo interno dove collocare i rifiuti per il relativo smaltimento. Che trasforma il “rifiuto” in “risorsa” per via della trasformazione di ogni specie di rifiuto in energia elettrica, ma pure nel riutilizzo del “rifiuto” stesso.

A volte “non dormo di notte” pensando agli incentivi da offrire ai Cittadini con la “differenziata”, ma pure al risparmio per lo smaltimento dei rifiuti in loco che genera ricchezza.

Mi viene in mente la storia dei 5 industriali europei, partecipanti alla “gara d’appalto” per una “commessa di lavoro” sostanziosa. Il Tedesco s’è ritirato. Sosteneva che la sua grande azienda non era in grado di realizzare quel prodotto. Fecero così anche il Francese e l’Inglese, mentre il quarto industriale “ci avrebbe pensato”. L’italiano, invece, accettò le “condizioni e le caratteristiche della commessa” e quando venne a casa disse ai suoi collaboratori: “abbiamo un lavoro importantissimo da svolgere, ma i nostri concorrenti dicono che è impossibile da realizzare. Io ho accettato di farlo. Adesso tutti insieme mettiamoci all’opera per realizzarlo. Ne va del nostro futuro“.

Nei termini della “commessa” l’Azienda Italiana s’è accaparrato il lavoro e ha trovato la soluzione. I “concorrenti – contendenti” si chiesero come avesse fatto l’Italiano a risolvere il problema. La so io, la risposta: l’Italiano ci ha messo il cuore, l’inventiva, la passione e la …necessità.

Il “Piano Rifiuti” ha le stesse dimensioni del problema succitato: spazziamo via i Politici che hanno “paura”. Convochiamo i Privati che hanno “fame di lavoro”, ma che posseggono inventiva, passione e voglia di offrire un futuro ai Collaboratori e alla Nazione.

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