IL VOLTO DELLA MASCHERA BUSTOCCA
Piera Moroni è la nuova Bumbasina

Sarà lei a vestire i panni della moglie del Tarlisu dopo Jenny Castiglioni, scomparsa al termine della sfilata dei carri di Carnevale

Riccardo Canetta

BUSTO ARSIZIO

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Dopo l’anticipazione data dalla Famiglia Sinaghina, associazione che tramanda la tradizione del Carnevale, durante il convegno sulle lingue lombarde, lunedì mattina è stata presentata ufficialmente la nuova Bumbasina. Sarà Maria Piera Moroni a vestire i panni della maschera bustocca, a lungo interpretata da Jenny Castiglioni, scomparsa per un malore proprio al termine della sfilata dei carri allegorici lo scorso 17 febbraio.

L’assessore alla Cultura Manuela Maffioli ha sottolineato che “presentare una delle due maschere della città (oltre ovviamente al Tarlisu, ndr) ha affinità strettissime con le tradizioni e la nostra identità, non limitatamente a un solo periodo dell’anno”.
Non soltanto, quindi, in riferimento a quel Carnevale che “purtroppo quest’anno è coinciso con la scomparsa della storica Bumbasina. Dobbiamo andare avanti – ha affermato l’assessore alla Promozione del territorio Paola Magugliani –. Dopo l’estate ci incontreremo con le realtà coinvolte per cominciare a lavorare al prossimo Carnevale, che dovrà essere un grande momento di festa, con tante nuove idee”.

E Miriam Arabini, assessore all’Inclusione sociale, oltre a ringraziare per l’impegno nel sociale le Federcasalinghe di cui Moroni è esponente al pari di chi l’ha preceduta, ha rivelato che “i figli di Jenny Castiglioni hanno donato gli abiti originali della maschera, che troveranno posto in una teca all’interno del Museo del Tessile. Il mantello, realizzato con una stoffa insostituibile, verrà prelevato ogni volta in occasione del Carnevale”.
Da parte del sindaco Emnauele Antonelli, una sola richiesta alla nuova Bumbasina che, come da tradizione, dovrà indicare insieme al Tarlisu le cose che a Busto vanno male: “Mi raccomando, sia clemente”.

“Sono orgogliosissima di aver ricevuto l’eredità di Jenny – ha esordito un’emozionata Piera Moroni –. Mi auguro di esserne all’altezza, perché è una responsabilità non indifferente. Sperèm”.
Rolando Pizzoli, Regiù della Famiglia Sinaghina, affiancato da Simone Colombo, nipote di Giovanni Sacconago, si è detto “orgoglioso di avere una nuova Bumbasina”, a cui ha donato una rosa rossa, simbolo dell’associaizone. “Oltre all’enorme dispiacere per Jenny, siamo contenti di rinnovare la tradizione. Questa maschera è simbolo del lavoro e di qualcosa che ha reso grande Busto”.
Per Luigi Giavini, storico bustocco, “non poteva esserci scelta migliore. Ho lavorato vent’anni con Piera, una persona gioiosa che sa affrontare i problemi con spirito lungimirante”.

Antonio Tosi, “Ul Pedela”, interprete del Tarlisu, ha voluto ricordare Jenny, “una persona con cui ho condiviso tantissimo. Quando c’era la nostra apparizione pubblica, il Carnevale era quasi finito. Per noi la cosa più importante era andare nelle scuole nei giorni precedenti, tramandare la tradzione e raccontare quello che hanno fatto alcuni industriali visionari e operai e impiegati di livello altissimo, rendendo grande la città. Lei spiegava questo al meglio e lo ha fatto anche quest’anno, nonostante fosse affaticata”.
“Ricordo anche che se siamo tutti uniti si possono ottenere tantissimi risultati, altrimenti si rischia di sbandare”, ha ammonito Tosi, che ha poi donato i semi del cotone, simbolo della tradizione tessile bustocca, alla Bumbasina: “Accarezzali come fece in passato un grande e indimenticato Regiù come Michele Crespi”.
La tradizione continua.

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