Inaugurata l’Accademia degli impiantisti della CNA Lombardia
Più formazione per avere più capacità manuali e più occupazione

Formazione sì, ma non solo teorica. La dimensione eminentemente pratica, cioè manuale, è fondamentale, anzi, ancora di più. Soprattutto per gli imprenditori artigiani e per i loro collaboratori

Luciano Landoni

BUSTO ARSIZIO

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Formazione sì, ma non solo teorica.

La dimensione eminentemente pratica, cioè manuale, è fondamentale, anzi, ancora di più.

Soprattutto per gli imprenditori artigiani e per i loro collaboratori.

E’ partendo da questa considerazione di base che la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e delle Piccole e Medie Imprese (CNA), con il supporto tecnico-organizzativo di CNA Varese e il patrocinio di Angaisa (Associazione nazionale commercianti articoli sanitari) e di Anta (Associazione nazionale termotecnici e aerotecnici), ha inaugurato a Busto Arsizio (zona industriale), all’interno del Testing Training & Research Institute (TTR), la prima, in Italia, Accademia degli Impiantisti.

Un centro focalizzato sull’alta formazione degli operatori specializzati nell’installazione di impianti termici e idraulici e collocato non a caso a Busto Arsizio, vale a dire una posizione baricentrica rispetto alle province di Varese, Milano, Como, Novara e Verbania.

“In questo laboratorio – ha esordito il direttore del TTR Roberto Tosi, davanti al sindaco di Busto Arsizio Emanuele Antonelli, che ha preso parte alla cerimonia inaugurativa – l’apprendimento teorico sarà arricchito dall’esperienza pratica utilizzando le tecnologie più avanzate”.

Luca Mambretti, presidente di CNA Varese, ha espresso il proprio legittimo “orgoglio per questa iniziativa che si pone al servizio delle nostre imprese, le quali, a loro volta, favoriscono la coesione sociale e incrementano la ricchezza e l’occupazione dell’intero territorio”.

“Il valore della professionalità – ha aggiunto, rivolgendosi in particolare a Gualtiero Fiorina che è stato il principale animatore dell’intero progetto formativo -, ossia della manualità, è impagabile”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Franco Pozzoni, presidente di CNA Impianti Lombardia, che ha fornito alcune significative cifre relative al potenziale bacino d’utenza: circa 3.000 operatori nella sola regione e oltre 30.000 in Italia.

“Occorre fare formazione – ha sostenuto Pozzoni – per fare informazione ed ‘educare’ così il mercato affinché le professionalità autentiche vengano apprezzate”.

Il presidente di CNA Lombardia, l’imprenditore gallaratese Daniele Parolo, ha ulteriormente ribadito la portata strategica della formazione, intesa come fattore prioritario mediante il quale creare “vere competenze professionali”.

“Noi – ha sottolineato con forza – abbiamo un grande bisogno di mano d’opera qualificata. Stiamo parlando di decine di migliaia di nuovi posti di lavoro a livello nazionale. Ci sono troppi avvocati e notai e … troppo pochi impiantisti.

Il presidente regionale ha poi approfittato della circostanza per chiedere al più presto l’abrogazione integrale dell’articolo 10 (il cosiddetto eco bonus e sisma, della Legge di Bilancio stilata dal governo Conte 1) che “altera gravemente il principio di libera concorrenza sul mercato, intaccando il rapporto fra azienda installatrice e cliente”.

Il sindaco di Busto Arsizio Emanuele Antonelli ha evidenziato la rilevanza sociale del “problema lavoro” che può essere risolto investendo in formazione.

“Una formazione – ha commentato – che privilegi le capacità manuali. I progetti formativi, molto spesso, sono carenti proprio in merito alla parte pratica. Ecco perché – ha proseguito – questa Accademia degli impiantisti riveste una grandissima importanza per la nostra città e per l’intero territorio. In questo senso, sarà opportuno informare/sensibilizzare le Scuole, in particolare gli Istituti tecnici”.

La cerimonia dell’inaugurazione  si è conclusa con una visita dei laboratori dell’Accademia all’interno dei quali i giovani impiantisti (e anche quelli meno giovani) potranno affinare le loro capacità manuali avendo a disposizione le più moderne tecnologie.

“Le scelte legislative legate all’emergenza ambiente, al risparmio energetico e alla sicurezza, unitamente alla continua evoluzione tecnologica, richiedono – ha concluso Daniele Parolo – un eccellente livello di competenze e  professionalità sempre più elevate e soprattutto diversificate. Il progressivo utilizzo di impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili innesca una vera e propria rivoluzione tecnologica e anche culturale: per questo è fondamentale che i manutentori siano correttamente formati”.

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