TANGENTI IN PROVINCIA
Il pm: “Un sistema feudale intorno a Caianiello”

Politica e tangenti, il terremoto raggiunge anche la Provincia di Varese e scuote in particolare Forza Italia

BUSTO ARSIZIO

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Politica e tangenti, il terremoto raggiunge anche la Provincia di Varese e scuote in particolare Forza Italia.
Maxi operazione di Carabinieri e Guardia di Finanza, con 250 militari coinvolti: scattano provvedimenti cautelari per 43 persone (12 in carcere, 16 agli arresti domiciliari, 3 con obbligo di dimora e 12 con obbligo di firma). Gli arrestati sono ritenuti a vario titolo responsabili di “associazione per delinquere aggravata dall’aver favorito un’associazione di tipo mafioso, e finalizzata al compimento di plurimi delitti di corruzione, finanziamento illecito ai partiti politici, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, false fatturazione per operazioni inesistenti, auto riciclaggio e abusi d’ufficio”.

L’inchiesta coordinata dalla Dda milanese si concentra su due gruppi operativi tra Milano e Varese costituiti da politici e imprenditori. Centrale la figura di Nino Caianiello, “esponente”, seppur senza incarichi formali, di Forza Italia.
Il sostituto procuratore Luigi Furno ha parlato in conferenza stampa di “un sistema feudale con i vassalli che riconoscevano la decima al loro sovrano. Decime sulle retribuzioni ma anche su incarichi inventati senza necessità”. Coinvolte, ha spiegato Furno, le società pubbliche Accam, Prealpi servizi e Alfa srl, di cui Caianiello sarebbe diventato un “pubblico amministratore di fatto”.

L’inchiesta ha di fatto decapitato i vertici delle principali società pubbliche della Provincia. Sono infatti interessati, tra gli altri, la presidente di Accam Laura Bordonaro e il consigliere di Prealpi Servizi Marcello Pedroni. Ai domiciliari anche Carmine Gorrasi, consigliere comunale a Busto e neo-coordinatore provinciale di forzista.
A Caianiello è contestato anche un episodio di “istigazione alla corruzione” nei confronti del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, che per questo aspetto risulta parte offesa.

Caianiello riceveva decine di persone al giorno in un bar di Gallarate da lui ribattezzato “l’ambulatorio”: “Una metafora per dire che forniva ai ‘pazienti’ la cura – ha osservato Furno–. Lì infatti venivano stabilite raccomandazioni spicciole oppure decise le finte consulenze ai professionisti”.

Tra gli arrestati ci sono il consigliere regionale Fabio Altitonante, sottosegretario all’area Expo della Regione Lombardia (ai domiciliari) e il consigliere comunale milanese e vicecoordinatore regionale di Forza Italia Pietro Tatarella, candidato alle Europee. In carcere anche l’assessore all’Urbanistica di Gallarate Alessandro Petrone.

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