RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Pochi soldi!

Facciamo nostra la lettera dell'amico Alfredo Solbiati che ci ha recapitato in Redazione, avvisandoci che la stessa lettera è stata protocollata in Comune, a Busto Arsizio il 25 maggio scorso, per la quale non ha ottenuto alcuna risposta

Gianluigi Marcora

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Facciamo nostra la lettera dell’amico Alfredo Solbiati che ci ha recapitato in Redazione, stamani, avvisandoci che la stessa lettera  è stata protocollata in Comune, a Busto Arsizio il 25 maggio scorso, per la quale non ha ottenuto alcuna risposta.

 

Busto Arsizio 24.05.2017
Egregio Signor
Sindaco di Busto Arsizio

Mi scuso innanzitutto perché vengo a disturbarla per questo mio sfogo ma amo, ho sempre amato e amerò la mia Busto. Da anni non mi stanco di segnalare cose strane che i miei occhi vedono. Anni fa Paola Reguzzoni, mi ha definito un dipendente Agesp a costo zero. Segnalo al Signor Alessio di Agesp cose di loro competenza e alla Signora Nicoletta (ufficio relazioni con il pubblico) altre brutture che vedo in città. Sono però amareggiato perché alcune segnalazioni non sono state prese in considerazione. In zona ospedale, nel parcheggio gratuito c’è una cabina che è un rudere pieno di rifiuti ma non viene rimossa; se poi andiamo al vecchio ingresso dell’Ospedale vediamo vasi rotti di ogni tipo e il bell’orologio (come tanti altri in città) che non funziona, quindi è un rifiuto. Passando in piazza Manzoni, sotto i portici del grattacielo, vi è un contenitore per pile esauste rotto che contiene di tutto come il suo gemello fuori la stazione centrale e tanti altri per la città. Decine e decine di cestini per rifiuti rotti da anni o scollati da terra e… le paline porta  cestini senza questi ultimi, basta passare in via Borroni  e Carducci. Vedere due piante morte dall’autunno scorso in piazza Garibaldi  (forse bisogna chiedere dei permessi speciali?) e quanti pali privi di cartelli stradali, il Signor Vaccarino del Comando Polizia urbana mi ha più volte risposto che in futuro potrebbero ancora servire. Certamente dico io come i pali dei semafori del Cimitero principale dove da parecchi anni si è fatta una rotonda. Mi sono permesso tempo fa di mettere un cartello sulla pianta finta nel vano scala del Palazzo Comunale per salire agli uffici del primo piano ma ancor oggi è lì, sporca indecente. Mi fermo qui ma, avrei ancora tante e tante cose brutte o inutili da segnalare per ripulire la città con bassi costi, forse basterebbe avere buona volontà e girare per la città. Mi rendo disponibile a fare un giro con qualche responsabile per sfatare quel detto Bustocco: à roba dul Cumon, l’è roba da nisogn (la roba del comune è roba di nessuno).
Con stima

Alfredo  Solbiati

 

Noi siamo convinti che il Signor Sindaco, Dr. Emanuele Antonelli, tra i molti impegni, troverà tempo per soddisfare il contenuto di questa lettera e, possibilmente attuare quegli “accorgimenti” (tra l’altro a basso costo) che restituiscano alla nostra Busto Arsizio, quella dignità che merita.

Vero (come scrive Solbiati che “à roba dùl Cumogn l’è a roba da nisogn” (la roba del Comune è roba di nessuno), ma è bene porvi rimedio….tutto, poi si traduce in Tasse ….altro che “roba di nessuno” (sic). Allo scritto attuale faremo seguito con una accurata visita in loco, per redigere un ampio inventario sulle azioni da compiere affinchè, nel limite del Bilancio comunale si provveda a donare alla città, quella credibilità di luogo civile.

Un’altra frase che nella lettera di Solbiati non è scritta, ma che lo stesso ha espresso nel colloquio è “ùl me pà al disèa che prima a ga dò ùl pàn ai mè fioeu, pò sa vanzu i danè i ù menu al cinema” (prima provvedo al pane (al necessario) per i miei figli; poi se mi avanzano soldi, li porto al cinema). Eloquente, noh?

Bene: adesso vediamo come si impegnerà il Signor Sindaco e ….chi di dovere! 

Il senso di marcia  per le auto è  stato  invertito,  il cartello è leggibile solo dai pedoni

Povero Luigi Cadorna, targa illeggibile da parecchio tempo con ai piedi residuo cestino porta rifiuti

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