LA CASSAZIONE DÀ RAGIONE ALL’EX CONSIGLIERE
Porfidio vince la battaglia delle multe

Dopo anni di scontri la Corte ha forse messo la parola fine alla diatriba sulle multe di via Roma comminate ai disabili

Riccardo Canetta

BUSTO ARSIZIO

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Dopo quasi dieci anni di battaglia – combattuta tra le aule della politica e quelle della giustizia – la Cassazione ha messo la parola fine alla diatriba sulle multe di via Roma.
O forse no. Fatto sta che la sentenza della Corte segna un punto fondamentale a favore di chi ha dato vita a questa battaglia, vale a dire il leader del movimento La Voce della Città, Audio Porfidio.

Al centro dello scontro ci sono le sanzioni comminate a chi transitava nella zona a traffico limitato di via Roma seppur in possesso del contrassegno. Per evitare la multa era ed è necessario comunicare telefonicamente il proprio passaggio entro le 48 ore successive.
Diverso il parere di Porfidio, toccato anche personalmente dalla questione. L’ex consigliere comunale, oltre ad aver dato vita a proteste e manifestazioni, aveva presentato ricorso per vedersi annullare 21 verbali (ma le multe ricevute sono state molte di più) datati 2009.
Il giudice di pace rigettò il ricorso, mentre il Tribunale di Busto accolse l’appello, poiché la mancata comunicazione del transito “non inficiava la legittimità dell’accesso alla zona dell’utente dotato di contrassegno disabili”.

A quel punto, il Comune decise rivolgersi alla Cassazione. E nei giorno scorsi il ricorso è stato rigettato, con la conferma che “l’obbligo di comunicazione del transito entro le 48 ore successive non può rendere illegittimo l’accesso effettuato da chi ne abbia diritto, ma serve a evitare di comminare sanzioni a soggetti legittimati”. Anche perché, visto che l’obbligo opera “ex post”, ossia dopo il passaggio, è chiaro che esso sia da ricondurre “all’esigenza di agevolare la correttezza e la speditezza dei controlli”, e non alla necessità di “migliorare le condizioni di circolazione e della sicurezza stradale”, come affermato dal Comune.

Esulta Porfidio: “È una sentenza importantissima, che potrà essere presa in considerazione in casi analoghi in tutta Italia”. Per lui è senza dubbio una vittoria: “Ovviamente, dal mio punto di vista, è una questione morale e non di soldi”.
Caso chiuso? Non è detto: “Io ho fatto ricorso e ho avuto ragione, ma c’è chi, di fronte a spese legali importanti, ha lasciato perdere pagando ingiustamente le sanzioni. Per correttezza istituzionale, il Comune dovrebbe ammettere l’errore e risarcirle. Anche perché parliamo di persone disabili, che andrebbero tutelate il più possibile”.
Se così non fosse, Porfidio invita gli interessati a rivolgersi a lui per valutare come comportarsi. La battaglia delle multe potrebbe non finire qui.

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