Crisi occupazionale in vista a Legnano e Marnate
Posti di lavoro a rischio nell’Alto Milanese

Luciano Landoni

BUSTO ARSIZIO

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La ripresa post-feriale rischia di essere molto complicata per gli oltre 400 lavoratori di due aziende dell’Alto Milanese il cui futuro produttivo appare estremamente problematico.

Stiamo parlando della Franco Tosi (200 dipendenti) di Legnano e della Piatti Freschi (250 dipendenti) di Marnate.

Per la storica fabbrica di turbine legnanese, dopo una serie infinita di batti e ribatti ministeriali sull’orlo della definitiva chiusura e successivamente all’intervento dell’imprenditore brianzolo Alberto Presezzi che sembrava aver scongiurato la cupa prospettiva di una fine ingloriosa, i problemi sono riesplosi in tutta la loro gravità.

Il commissario straordinario Alberto Lolli, infatti, ha pubblicato il bando di gara inerente la vendita dell’area (suddivisa in due lotti) occupata dalla Franco Tosi (dove Presezzi lavora ormai da tre anni in affitto) il cui prezzo di vendita sarebbe dovuto essere pari a 33,5 milioni di euro,  così come emerso da un incontro svoltosi al ministero dello Sviluppo Economico nel mese di luglio di quest’anno.

In realtà, vero e proprio fulmine a ciel sereno!, la cifra è notevolmente lievitata raggiungendo la quota di quasi 9 milioni di euro, nettamente superiore alla cifra iniziale indicata da una perizia dei due lotti (8 milioni) e giudicata del tutto inaccettabile da Alberto Presezzi.

Il risultato finale è che lo stesso Presezzi si è ritirato dalla gara precisando che non presenterà nessuna offerta.

Tutto è (ri)tornato in alto mare e lo spettro della definitiva chiusura della storica fabbrica di Legnano si è materializzato in tutta la sua gravità, con le ovvie pesanti conseguenze sul piano occupazionale.

Il ricorso alla cassa integrazione, giunti a questo punto, appare così come il triste anticipo di un futuro ancora più cupo dal punto di vista della conservazione, a Legnano, dei posti di lavoro.

Scenario non meno preoccupante a Marnate, sede della Piatti Freschi (già Giesse e poi Fresco).

L’azienda (facente parte della galassia del gruppo alimentare Beretta) è stata devastata da un rovinoso incendio scoppiato nell’aprile del 2017 che l’ha letteralmente distrutta.

Il sito produttivo di Marnate non è stato rimesso in funzione, dal momento che la proprietà ha trasferito  l’attività in provincia di Vercelli.

Dove i dipendenti originariamente impiegati a Marnate sono stati dirottati godendo di particolari agevolazioni.

Un pendolarismo non privo di difficoltà.

Il problema è che il trattamento agevolato a favore dei lavoratori provenienti da Marnate potrebbe venire meno.

Insomma, un futuro tutt’altro che sicuro per i dipendenti della Piatti Freschi.

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