TEATRO SOCIALE
“Premio Cajelli” a Enrico Lo Verso, Gabriele Lavia e Umberto Orsini

Momento clou delle Giornate Pirandelliane l’assegnazione del prestigioso riconoscimento dell’associazione culturale Educarte, nella giornata dedicata alla rappresentazione di “Uno, nessuno, centomila”

GIOGARA

Silvia Bellezza

BUSTO ARSIZIO

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Il fulcro delle Giornate Pirandelliane si è vissuto con la consegna del Premio Delia Cajelli al teatro Sociale di piazza Plebiscito. A ricevere personalmente il prestigioso riconoscimento il noto attore Enrico Lo Verso che ha portato in scena “Uno, nessuno centomila” davanti ad una vasta platea di studenti delle scuole superiori, e la regista dello spettacolo Alessandra Pizzi. Assenti Gabriele Lavia, al quale il premio è stato consegnato in mattinata al teatro Parenti di Milano e Umberto Orsini, perché impegnato in tournée, che riceverà la targa al Piccolo di Milano durante il mese di aprile.

“Ѐper me un orgoglio – afferma l’assessore Gigi Farioli – consegnare questo premio intitolato a Delia Cajelli, anima del teatro. Delia mi ha insegnato che sul palcoscenico niente è vero ma soprattutto niente è falso e, soprattutto, ha insegnato a tutti noi ad amare la cultura e questo teatro oggi gestito con passione dalla Fondazione”. Presenti Paolo Scheriani, che ha coordinato per la seconda edizione le Giornate Pirandelliane, Daniele Geltrudi, Simone Menato, coordinatore dell’associazione Educarte con il padre Danilo Menato.

La regista Alessandra Pizzi, si è detta “felice ed orgogliosa di ricevere questo premio a nome di una donna che ha fatto tanto per l’educazione alla vita e alla società attraverso il teatro”. In questi due giorni, afferma, “abbiamo respirato un’aria meravigliosa. Ѐ stata un’emozione bellissima portare in scena questo spettacolo, siamo stati accolti da un affetto incredibile che ci fa pensare di aver intrapreso la strada giusta”.  Ha inoltre ringraziato gli studenti: “Sono stati attentissimi come poche volte accade”.

Gabriele Lavia, pur non essendo presente,  ha voluto lasciare un videomessaggio: “Nella mia vita – racconta – Pirandello ha contato molto, l’ho conosciuto attraverso la voce di mia nonna Carmela che era siciliana e mi leggeva i suoi testi. Per me è stato un ritorno a quegli anni indimenticabili in cui vivevo a Catania. Ogni volta che interpreto Pirandello è un ritorno alle origini, considero questo autore al pari di Shakespeare. Le mie prossime tappe – anticipa – saranno “I giganti della montagna” e “La favola del figlio cambiato”. L’anno prossimo – promette Lavia – verrò a Busto, non mancherò a questo appuntamento al Teatro Sociale”.

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