Comitato per il Diritto alla Salute del Varesotto
Nuovo presidio contro l’ospedale unico

Sabato 11 luglio, dalle ore 9.30 alle 12, i promotori dell’iniziativa incontreranno i cittadini nel centro di Busto

BUSTO ARSIZIO

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Il Comitato per il Diritto alla Salute del Varesotto organizza un presidio per ribadire il proprio “no” all’ospedale unico tra Busto Arsizio e Gallarate. Sabato 11 luglio, dalle ore 9.30 alle 12, si terrà un presidio in via Milano, angolo via don Minzoni, per incontrare i cittadini.

“La pandemia ha evidenziato tutti i limiti del sistema sanitario lombardo – osservano i promotori dell’iniziativa – che, al di là del mito delle eccellenze, aveva già dimostrato le sue difficoltà nel fornire una adeguata risposta alle richieste di sanità dei cittadini a causa degli inaccettabili tempi per eseguire esami diagnostici (a meno di pagare tutto di tasca propria), del sovraffollamento dei Pronto Soccorso, dell’insufficiente presenza di personale e strutture sul territorio attrezzate nell’aspetto sanitario e sociale per “prendersi cura” delle persone e dell’ambiente. Non può esserci futuro per la sanità lombarda senza un ripensamento del ruolo e delle funzioni del sistema ospedaliero nel suo rapporto con il territorio di riferimento, senza ridare ruolo e risorse alle strutture e i servizi esterni ai poli ospedalieri, senza rivedere il rapporto con il privato convenzionato a cui è consentito di scegliere le prestazioni più profittevoli sottraendo conseguentemente risorse al sistema pubblico. Per competere con il sistema privato le Aziende Socio Sanitarie hanno concentrato la spesa in ambito ospedaliero, sottraendo ulteriori risorse allo sviluppo dei servizi di cura e assistenza territoriale e lo hanno rincorso sul tema della precarizzazione del lavoro facendo largo ricorso al lavoro in somministrazione. Come abbiamo sempre sostenuto, non è pensabile investire centinaia di milioni per realizzare nuove strutture ospedaliere senza prima affrontare e risolvere questi problemi, senza prima svolgere un’indagine epidemiologica che individui quali sono le patologie più critiche e le relative cure su cui sia necessario investire”.

Con il presidio di sabato, il comitato intente “chiedere alle amministrazioni locali di prendere posizione sul progetto ipotizzato alla luce della attuale situazione; chiedere di rafforzare l’offerta sanitaria e sociosanitaria territoriale, investendo su strutture e personale per costruire una rete di degenze di comunità e di assistenza, di ambulatori e di consultori per la medicina di base; chiedere che si recuperi lo spirito della legge 833 del 1978 che ha istituito il Servizio Sanitario Nazionale, considerandolo parte fondamentale del sistema di welfare, che ha un ruolo importante nell’economia e che deve essere universale, senza discriminazioni di accesso, adeguatamente finanziato dalla fiscalità generale progressiva, indirizzato verso la prevenzione primaria con il fine di creare condizioni di vita e ambientali sane, con obiettivi di salute valutati con strumenti epidemiologici e non economicistici. La salute non è una merce, la sanità non è un’azienda”.

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