Prevenire è meglio…

Di questi tempi, è bene ascoltare attentamente quello slogan che dice "meglio prevenire" con quel che segue. Specie per via Matteotti, a Busto Arsizio, dove c'è un problema... atavico di non facile soluzione, ma pure denso di responsabilità...

Gianluigi Marcora

BUSTO ARSIZIO

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Di questi tempi, è bene ascoltare attentamente quello slogan che dice “meglio prevenire” con quel che segue. Specie per via Matteotti, a Busto Arsizio, dove c’è un problema… atavico di non facile soluzione, ma pure denso di responsabilità. Eppure, l’Amministrazione pubblica ha una prerogativa a cui attaccarsi che si chiama “pubblica utilità” o (per chiamarla diversamente “ordine pubblico“). Il cartello che fa bella mostra di sé (in verità è quasi una minaccia), all’incrocio con via 22 marzo la dice lunga sulla necessità di intervento. Dice chiaramente “attenzione, fabbricato pericolante” con tanto di transenne di delimitazione. Quel cartello ce l’ha messo l’Agesp (non un tizio qualunque per …. impaurire). Di fronte al riscontro di valenti tecnici, anche la Burocrazia deve attenersi… Patto di Stabilità, si o no. C’è poco da fare. Di fronte alla “pubblica utilità” il Sindaco e la Giunta cittadini  devono procedere a scongiurare il pericolo, ma pure a ripristinare il decoro cittadino.

Come può farlo? Le norme esistono, basta applicarle. Vogliamo prima evidenziare qual è la gravità del problema? Facciamolo. Dall’inizio di via Matteotti sino in Piazza San Michele esiste un degrado così evidente che peraltro contempla sporcizia e … topi, da far paura. Via Matteotti (nei programmi elettorali) avrebbe dovuto (o dovrà diventare in tempi brevi), la nostra Brera. Vale a dire, una corsia preferenziale di Cultura, un angolo “buono”, una specie di “salotto” cittadino dove la gente deambula amabilmente godendosi le opere d’arte che gli artisti potrebbero collocare. Per favore, non parliamo più del Conventino, altrimenti ci perderemmo nei meandri dei “beni culturali” non più recuperabili. Una volta per tutte, si ridia dignità per intero a via Matteotti che oggi è paragonabile a una “cloaca” in pieno centro cittadino. Il Conventino va demolito. Non si fa peccato!

Scritto ciò, vediamo come risolvere celermente il problema. Vero che tra vecchi e nuovi proprietari di “buchi” e di catapecchie (e pure di muri marci) ce ne sono parecchi. Il Sindaco prepari una lettera concisa e precisa dove viene formulata un’offerta di cessione all’Amministrazione cittadina dell’intera proprietà a un prezzo congruo. Chi rifiuta promuoverà i propri “passi”, ma sulla lettera del Sindaco deve esserci la clausola dell’ “utilità pubblica” con un’altra specifica: quella del pericolo incombente causato dall’abbandono e dal degrado in cui versano immobili, suppellettili, ambiente.

Tutto ciò nel breve tempo possibile. Intanto, i Tecnici del Comune (magari col concorso di Professionisti privati) predispongano un piano decente per affrontare il problema di via Matteotti, salvando “capra e cavoli” senza il pericolo incombente di eventuali crolli. Non vogliamo certo esasperare la situazione, tuttavia, il problema di via Matteotti non va più procrastinato nel tempo. Non ci si venga poi a dire che s’è fatto nulla per “mancanza di soldi” e nemmeno per non aver potuto derogare dal “famigerato” Patto di Stabilità, autentica “palla al piede” dei Comuni virtuosi a favore di Comuni spendaccioni che hanno solo scialacquato il danaro pubblico. Via Matteotti va tutelata per necessità e pure per il decoro cittadino.

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