Primi passi da Elzeviro

Il coraggio di scrivere Prealpina ce l'ho. Non per piaggeria. Solo per verità. Ai 130 anni di vita del quotidiano locale, mi associo negli auguri e nelle considerazioni. Cominciai proprio in Prealpina la mia carriera giornalistica. Mandai all'allora Direttore del giornale un mio "pezzo", intitolato "Il piccolo contadino" e me lo vidi pubblicato, addirittura quale Elzeviro...

Gianluigi Marcora

Busto Arsizio

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Il coraggio di scrivere Prealpina ce l’ho. Non per piaggeria. Solo per verità. Ai 130 anni di vita del quotidiano locale, mi associo negli auguri e nelle considerazioni. Cominciai proprio in Prealpina la mia carriera giornalistica. Mandai all’allora Direttore del giornale un mio “pezzo”, intitolato “Il piccolo contadino” e me lo vidi pubblicato, addirittura quale Elzeviro (articolo di fondo della cosiddetta Terza Pagina, quella riservata alla Cultura) in data 30 agosto 1973.

Di lì a poco, ricevetti una telefonata a cui fece seguito una lettera, con la quale mi si invitava a proseguire coi miei scritti. In virtù, pure di un altro mio “pezzo” pubblicato sempre in Terza Pagina, il 23 agosto sempre di quell’anno. Il 6 settembre seguì un altro Elzeviro dal titolo “L’equivoco” poi il 21 settembre sempre del ’73 altro Elzeviro dal titolo “La vendemmia“. Il 5 ottobre 1973 vide la luce un Elzeviro “impegnato” con un titolo altisonante: “Esistenza: eccezione di una regola“. Il 13 ottobre sempre del 1973, altro Elzeviro di “peso”: titolo “La memoria e l’usura del tempo”. Il 20 ottobre, “Violenza” con attinenza ai problemi odierni e il 21 ottobre 1973 “Il pendolare“, forse un Elzeviro più “leggero” ma reale a tutti gli effetti. Sempre col massimo gradimento dei Lettori che mi spronavano a insistere nello scrivere e “pungolavano” il Direttore di Prealpina a darmi fiducia. Ciò che fece e che tuttora ringrazio.

Il 2 novembre 1973 vidi pubblicato un Elzeviro “coraggioso” che scardinava il muro di omertà riservato a una data “magnifica” che in troppi avevano giudicato negativa, ma che chiamai col nome appropriato. Titolo di quell’Elzeviro: “Il giorno di noi morti” – nome appropriato: Commemorazione dei defunti.

Qui c’è un “caso” che merita spiegazione. Siccome proprio il 2 novembre 1973 sono diventato padre, scrissi al Direttore di “lasciarmi scrivere” un Elzeviro “personale” ed egli disse solo “purché appropriato” e inviai al giornale “Sabrina, finalmente” che venne pubblicato, sempre quale Elzeviro il 6 novembre 1973.

Il 29 settembre (che mi fa ricordare quel “seduto in quel caffè… io non pensavo a te…”) Prealpina pubblicò “Requiem per Paola” , struggente e colmo di umanità, da attaccare al cuore e da lasciare in vita quale monito in difesa della vita. Il 20 dicembre 1973 fu pubblicato l’Elzeviro “Lezione da meditare” sul Natale. Le nostre strade, poi, presero direzioni differenti, sempre lasciando nel cuore del Direttore e mio, il rispetto e la gratitudine reciproca.

Un regalo appropriato, gradito e davvero apprezzato, me lo fece l’allora successore di Stefano Ferrario e Direttore di Prealpina, Roberto Ferrario. In un cortesissimo colloquio in viale Tamagno a Varese, si parlava di “archivio Prealpina” e lui andò a cercare e a stampare la Copertina di Prealpina del giorno della mia nascita. Scoprii che il 26.6.1946 Prealpina si chiamava Corriere Prealpino e che l’impaginazione ubbidiva alla “moda” dell’epoca

Raccontai a Roberto Ferrario qualche episodio lontano, come quello d’aver conosciuto personalmente lo zio Stefano e il papà Ercole e di essere andato in SALT via Canton Santo a Borsano su “invito” proprio dello zio. Mi disse: “ha scritto lei PALUDE BIONDA?” (il mio primo Romanzo n.d.a.) e con un sorriso affabile e sincero, aggiunse: “me ne porti 100 copie… i giovani vanno aiutati“. Poi il Comm. Stefano Ferrario mise in atto il “progetto” di acquistare Prealpina per Busto Arsizio e ci riuscì dopo una trattativa che mostrava parecchie difficoltà.

Quanto sopra (e lo dissi in anteprima a Roberto Ferrario) fu pubblicato nel mio libro dal titolo FATTI MIEI! edito dalla GMC Editore nel giugno del 2009 che superò le 10.000 copie vendute in Libreria.

Che aggiungere? Io, di Prealpina ho il massimo rispetto. La consulto ogni giorno e molti dei Redattori che oggi lavorano in Prealpina, ma pure in altri ambiti sociali, provengono dalla “scuola” di Busto Sport – La Scelta – l’[email protected] e sono tutti citati con orgoglio nel mio libro dal titolo Resto Qui! pubblicato nel novembre 2015 sempre dalla GMC Editore.

Rimpianti? Nessuno! Eppure, qualche “screzio” tra “noi e loro” c’è stato, ma la mia riconoscenza a Prealpina non l’ho mai dimenticata. Ed è per ciò che aggiungo “lunga vita a Prealpina” ben oltre i 130 anni attuali che considero solo una tappa!

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