I RETRoscena della trattativa
Pro Patria e Calleri: chiusa una porta…

L'argomento è delicato e da trattare con cura, ma a distanza di qualche settimana dal no di Patrizia Testa alla proposta d'acquisto presentata dal Gruppo Calleri, abbiamo provato a riprendere, ed aggiornare, il filo della trattativa dell'estate biancoblù

Mattia Brazzelli Lualdi

BUSTO ARSIZIO

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Con il mercato biancoblù entrato nella fase clou, e con la nuova stagione sempre più alle porte, abbiamo deciso di ritornare nuovamente ad occuparci della trattativa dell’estate biancoblù post scudetto, ovvero la proposta d’acquisto avanzata a Patrizia Testa dal Gruppo Calleri. Un piccolo passo indietro nel tempo dipeso dal fatto che – stando a nostre fonti – gli incontri avvenuti fra le parti, pur non avendo portato nell’immediato ad una fumata bianca, potrebbero comunque avere un seguito.

Per capire allora se questa porta è stata definitivamente chiusa, oppure è per qualche motivo ancora socchiusa (magari in attesa di tempi più maturi…), abbiamo deciso di sentire il parere del giornalista per antonomasia del mondo Pro Patria, quel Silvio Peron che allora aveva dato in anteprima la notizia di questa trattativa e che tutt’oggi sembra ben informato sugli ultimi sviluppi in ordine di tempo…
In effetti a metà della scorsa settimana ho incontrato Calleri in piazza Monte Grappa a Varese. Era in città per affari perché, come è noto, lui e chi collabora con lui (Italpol ?- ndr) stanno aprendo diverse attività, legate al ramo della sicurezza, a Milano e dintorni. Posso confermare che è molto dispiaciuto, e con lui coloro che volevano investire, per non aver portato a termine l’operazione in una città strategicamente importante e in un club così ricco di storia e tradizione“.

La domanda viene spontanea: ci riproveranno?
Il loro cuore direbbe di sì, la realtà no. Anche perché il recente passato calcistico di Patrizia Testa, scottata da esperienze di cui sta ancora pagandone in prima persona le conseguenze, ha avuto il suo peso specifico nel possibile sviluppo della trattativa, precludendo sul nascere possibilità che avrebbero potuto delineare altre strade, magari anche condivise“.

Un’operazione definitivamente tramontata?
Ho la sensazione che alla Pro Patria ci tengano davvero,  ma le condizioni, per ora, non ci sono“.

Condizioni che, probabilmente, non ci sono state anche per altre situazioni?
Sì, non ci sono state. Se, ad esempio, hanno detto no a Pisa o Avellino, dove erano stati come dire “invitati”,  è perché non intendono investire a babbo morto: dopo aver fatto valutazioni ben approfondite, hanno infatti preferito soprassedere”.

E la Pro Patria?
“La Pro Patria, cui si erano inizialmente avvicinati per le buone referenze ricevute da gente di calcio e da professionisti del territorio, era piaciuta – e piace – perché ben gestita e perché soprattutto ha una proprietà seria. Tanto è vero che senza la signora Testa – nelle loro intenzioni la presidentessa del centenario – non avrebbero neppure cominciato a trattare“.

Un interesse – si dice – che va avanti da tempo…
Nelle loro visite allo “Speroni” – più di una durante la stagione regolare – erano stati favorevolmente impressionati dalla piazza, dalla squadra e anche tanto dall’allenatore Javorcic, ritenuto un profilo interessante. Decisi a fare calcio a livello professionistico – conditio sine qua non del loro progetto – hanno però dovuto attendere l’esito finale di un campionato incerto fino all’ultimo prima di presentare una formale proposta d’acquisto“.

Un’ultima curiosità: è vero che con Calleri e il suo socio Gravina ci sarebbe stato – o ci sarebbero stati – imprenditori della zona?
Vero, anzi verissimo: secondo informazioni in mio possesso, nel caso in cui la signora Testa avesse deciso di cedere la maggioranza (compresa in una forbice fra il 51 e il 70 per cento) questo imprenditore o questi imprenditori, peraltro legati a Busto, avrebbero acquisito parte del pacchetto azionario. Ma è acqua sul marmo perché, alla luce di come è andata, parliamo del nulla. Almeno per ora”.

Torniamo al presente: una settimana e si torna al lavoro. Come giudica il mercato della Pro fino a questo momento?
“In linea con il progetto tecnico: Turotti, una persona e un dirigente di spessore, si sta muovendo bene nelle strettoie di un budget realistico“.

Ritiene che la liquidità per il mercato sia limitata?
“Io ritengo che la signora Patrizia Testa ha fatto tanto, oserei dire perfino troppo. I tifosi hanno il diritto di sognare una competizione con i colossi della categoria, ma la sfida pare complicata. Se non si tiene d’occhio la borsa…”.

Spieghi meglio il concetto…
“La società ha mantenuto le promesse: in due anni è tornata fra i professionisti. La fase uno è conclusa, la fase due è in corso. Dunque s’è scelto di confermare quasi tutti coloro che hanno vinto lo scorso campionato cercando rinforzi compatibili al gioco di Javorcic e al borsellino di chi, praticamente da solo (anzi da sola), scuce i soldi“.

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