DOMENICA IL VERNISSAGE DELLA CASACCA DEL CENTENARIO
Pro Patria, finalmente con la maglia biancoblù

Una maglia, una storia, una fede: domenica contro la Pro Vercelli ("Speroni" ore 16.30) i tigrotti possono finalmente sfoggiare la gloriosa casacca biancoblù con lo scudetto

Mattia Brazzelli Lualdi

BUSTO ARSIZIO

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L’attesa sta finendo. Fra ritardi vari, polemiche a nastro, comunicati e sfortunate coincidenze cromatiche, domenica 14 ottobre, nel match casalingo contro la Pro Vercelli (calcio d’inizio ore 16.30), la Pro Patria potrà finalmente tornare a sfoggiare la sua gloriosa maglia biancoblù, con tanto di logo societario stilizzato, anno di fondazione sulla manica e soprattutto lo scudetto.

Una versione definitiva (che vi sveliamo in anteprima assoluta) con cui si metterà definitivamente la parola fine alle tante lamentale iniziate fin dalla gara di precampionato col Torino a Bormio. Del resto la gloriosa maglia biancoblù, per qualsiasi tifoso della Pro Patria e per ogni abitante di Busto, ha sempre assunto un valore altamente simbolico, storico e distintivo, impossibile da comprendere per chi non conosce le gesta dei tigrotti e per chi non sa cosa significa essere tigrotto.

Su queste colonne, di fronte all’inguardabile maglia verde indossata dalla Pro anche contro la Juve B, agli illeggibili numeri oro della prima tornata, alle maglie delle giovanili senza numero utilizzate al torneo Cedro di Gallarate (o col nastro adesivo per nascondere lo sponsor tecnico precedente), abbiamo più volte rimarcato il valore della maglia biancoblù, andando anche incontro alle “ire” – sempre civili nei modi e nei toni – della presidentessa Patrizia Testa.

Sappiamo di aver a volte “rotto le scatole” a chi ha riportato a Busto un modello di calcio fatto di autentici valori e sani principi, ripulendo l’immagine di una squadra e di una città finita anni addietro – per chi avesse la memoria corta – nello scandalo “Dirty Soccer”. Ma le nostre frecciatine non sono mai state scoccate né per questioni personali, né tanto meno per fantomatici secondi fini (al netto della nostra posizione, mai nascosta, a favore di un ingresso in società di Gravina): nell’anno del centenario ci siamo fatti portatori di questa sorta di crociata popolare solo ed esclusivamente per la casacca biancoblù, perché la Pro Patria, la sua maglia, la sua storia, i suoi colori, i suoi tifosi, i suoi tigrotti, il suo popolo, la sua Presidentessa bustocca, sono un tuttuno, sono un patrimonio da difendere e tutelare.

Da domenica inizia un nuovo campionato: il campionato dei tigrotti con la casacca biancoblù. Tutti allora allo “Speroni”, a soffrire insieme, per poi gioire insieme, con la nostra grande famiglia: la Pro Patria

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