VOTI, NUMERI E CURIOSITA' SUI TIGROTTI
Pro Patria, le pagelle di una stagione da 100 e lode

Javorcic è il top player della panchina, Le Noci il miglior giocatore del campionato, Zaro, Gucci e Tornaghi le rivelazioni della stagione, Fietta e Colombo le garanzie, Mora il più utilizzato, Galli il più presente

Mattia Brazzelli Lualdi

BUSTO ARSIZIO

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Sono trascorsi soltanto sette giorni dalla trasferta di Carrara, che ha messo purtroppo fine al sogno playoff del popolo tigrotto, ma in casa Pro Patria, con la squadra attesa il 26 maggio allo “Speroni” dalla festa di fine stagione (ma la fede non ha una fine…), si pensa già al futuro, con la conferma del ritiro valtellinese in quel di Sondalo e con il contratto triennale stipulato a Filippo Ghioldi.
Fra presente e futuro, diamo però uno sguardo anche al passato, dando i voti ai tigrotti della presidentessa Patria Testa e del diesse Sandro Turotti, protagonisti – nell’anno del centenario – di un campionato straordinario.

PORTIERI

Paolo Tornaghi 7: Partito per fare da chioccia, si è meritato sul campo la maglia da titolare, tenendo inviolata la porta biancoblù per ben dieci partite e facendo ricredere chi dubitava (e ironizzava) sui suoi trascorsi oltreoceano, lontano dal calcio che conta.

Giulio Mangano 5.5: Non è riuscito a ripagare la fiducia della società, che in estate aveva investito su di lui, ma a 20 anni c’è ancora tempo per rimediare e per dimostrare tutto il proprio valore.

DIFENSORI

Alessio Marcone sv: Troppe poche presenze (tre in tutto, una da titolare seppur con il quotato Arezzo) per esprimere un giudizio su un ragazzo che si è comunque meritato di fare parte del gruppo. E che gruppo…

Matteo Battistini 6.5: Sarà pure figlio d’arte, ma nella categoria ha dimostrato di starci per indiscussi meriti, risultando – non a caso – il terzo giocatore biancoblù più utilizzato della stagione biancoblù con 2461 minuti e 28 partite da titolare (8 ammonizioni, ma 0 espulsioni).

Ivo Molnar 5.5: L’infallibile marcatore tanto apprezzato in serie D ha sofferto più del lecito il salto di categoria, complice anche quella maledetta intossicazione alimentare che, nel momento clou della stagione, l’ha messo fuori causa. La non sufficienza è un segno di stima per chi in serie C deve essere protagonista.

Andrea Boffelli 6.5: Partito a fari spenti, il 22enne difensore di Sarnico ha confermato di valere la scuola bergamasca, meritando i riflettori della ribalta con tanta sostanza e pochi fronzoli.

Manuel Lombardoni 7: L’avvio di stagione, così come quello della squadra, è stato d’ambientamento, ma poi col passare delle giornate l’ex capitano della Primavera dell’Inter ha dimostrato di essere quel talento visto all’opera in nerazzurro. Peccato per l’infortunio alla spalla

Giovanni Zaro 7.5: Fra le tante rivelazioni della stagione, il tigrotto di Vanzaghello è stato il giocatore che, più di tutti, ha stupito per quanto è migliorato nel corso del campionato, divenendo un autentico leader della difesa, non solo per carisma. Le urla di Javorcic sono servite…

CENTROCAMPISTI

Leonardo Galli 6.5: Tatticamente una garanzia, non ha mai smesso di macinare chilometri sulla sua fascia di competenza (2546 minuti giocati), mostrandosi anche duttile all’occorrenza. L’esperimento da mezzala voluto da Javorcic potrebbe favorire il salto di qualità del giocatore, in campo in ben 37 partite (nessuno ha fatto meglio).

Donato Disabato 5.5: In una macchina che, per lunghi tratti, ha girato a pieni giri, per non dire alla perfezione, Dido non ha saputo trovare spazio per mostrare le sue qualità.

Francesco Gazo 6.5: Un esempio per chi, pur non essendo nato coi piedi educati, sa guadagnarsi e meritarsi spazio e minuti con un solo segreto: tanto sacrificio negli allenamenti.

Luca Bertoni 6.5: La sanguinosa palla persa davanti all’area a Carrara rischia di macchiare una stagione in cui il play biancoblù ha saputo essere il metronomo della squadra, dettando i tempi della manovra.

Giovanni Fietta 7+: Ci ha messo un pochino per trovare la forma, ma quando è entrato in condizione è stato, con il suo innato senso della posizione, l’indiscusso leader tattico del centrocampo biancoblù, portando esperienza, ordine ed equilibrio.

Riccardo Colombo 7-: Colombo sta alla Pro Patria, come De Rossi sta alla Roma. Nei momenti che contano, i leader dello spogliatoio rispondono sempre presente: il gol nella partita del centenario non è un caso. Se fosse stato disponibile a Carrara, forse la Pro…

Filippo Ghioldi 6.5: Javorcic ha scommesso su di lui fin dalla serie D e il ragazzo non ha deluso le attese, dando vitalità e dinamismo al centrocampo biancoblù: il triennale appena sottoscritto è una chiave per il futuro.

Alex Pedone 6: Quando subentra a gara in corso (20 volte) riesce spesso a spaccare la partita, ma quando gioca dal primo minuto (14 volte) fatica a lasciare il segno. Solo una sufficienza di stima, perché da un giocatore così è giusto attendersi di più.

Niccolò Cottarelli sv: Peccato aver perso mezza a stagione ad Alessandria (dopo il finale in crescendo in serie D con la Pro), ma la partita da titolare giocata al “Moccagatta” ha fatto ricredere chi non aveva creduto in lui.

Christian Mora 7: L’eurogol di Pisa rimarrà l’immagine della stagione (al pari della traversa colpita a Carrara): un giocatore che sembra avere tutte le carte in regola per il salto di categoria. I numeri, del resto, parlano per lui: con ben 2862 minuti e 34 partite da titolare (su 35) è stato il tigrotto più utilizzato della stagione.

Ansoumana Sanè 6: Gli infortuni ne hanno condizionato l’impiego e l’utilizzo. L’impressione è che, con la necessaria continuità, il senegalese avrebbe potuto dare ancor più gamba e brillantezza alla Pro Patria.

ATTACCANTI

Sean Parker 6: Sei politico per un attaccante arrivato a metà stagione (per occupare la casella lasciata scoperta da Pllumbaj) ma capace di mettersi subito a disposizione della causa.

Niccolò Gucci 7.5: Se Zaro è stato la rivelazione della difesa, Gucci è stato la rivelazione dell’attacco, dimostrando un senso del gol non comune, soprattutto in relazione ai minuti giocati. 9 reti in otto partite diverse in serie C sono tanta tanta roba, specie dopo le 13 reti della passato torneo in D.

Giuseppe Le Noci 8: Giù il cappello di fronte al capocannoniere biancoblù con ben 12 reti (di cui dieci da dicembre in avanti) e 4 assist. A 37 anni (Beppe-gol è nato nell’anno del Mundial in Spagna) l’attaccante comasco, in grado di collezionare ben 32 presenze, ha meritato la palma del miglior giocatore della stagione.

Mario Alberto Santana 6.5: La classe non si può discutere, l’età – e qualche acciacco muscolare – purtroppo sì. Un fuoriclasse silenzioso che resta e rimane un lusso per il calcio e per queste categorie.

Ferdinando Mastroianni 6.5: Chi suda la gloriosa maglia biancoblù, facendo reparto da solo in attacco e facendo sportellate dal primo all’ultimo minuto è sempre piaciuto a queste latitudini. Figuriamoci poi se, nei 6 gol stagionali, il primo messo a segno in trasferta decide il derby del Ticino…

ALLENATORE

Ivan Javorcic 8: Più volte ci siamo domandati cosa ci facesse un allenatore del genere in serie D. Ma anche al termine del campionato di serie C, in cui Javorcic ha saputo esaltare il concetto di gruppo, garantendo almeno 15 presenze a ben 21 elementi della rosa (con 18 giocatori impiegati per almeno 1000 minuti), la domanda è sempre la stessa. Potremmo dire un predestinato, ma sminuiremmo il lavoro minuzioso che sta dietro al tecnico, ma soprattutto all’uomo.

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