IL PUNTO SULLA PROPOSTA DEL GRUPPO CALLERI
Pro Patria in ritiro a Sondalo: amichevoli con Torino e Renate

Mentre la Pro Patria Campione d'Italia pensa già al ritiro in Valtellina, le trattative societarie tengono sempre banco sul fronte biancoblù, specie dopo le dichiarazioni rilasciate da Patrizia Testa

Mattia Brazzelli Lualdi

BUSTO ARSIZIO

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Non si è ancora spenta l’eco delle forti dichiarazioni rilasciate da Patrizia Testa a Palazzo Gilardoni che in casa Pro Patria si guarda già all’immediato futuro, con il club bustocco che avrebbe già opzionato il ritiro vincente della passata stagione, ovvero Sondalo, fissando il periodo (dal 17 al 29 luglio) e definendo già le prime amichevoli con Torino (il 21 luglio a Bormio) e Renate.

Ma prima di approcciarci alla stagione 2018/19, facciamo doverosamente un piccolo passo indietro, ritornando sul senso delle parole pronunciate da Patrizia Testa in Comune: sebbene la presidentessa biancoblù abbia deciso di iniziare a rispondere duramente (“preferisco resistere un altro anno con la speranza che arrivi gente del territorio e non chi ha secondi fini“) alla proposta societaria pervenuta dal gruppo Calleri (e dal socio forte), in realtà l’accordo, o meglio il possibile accordo, prevede ancora dei margini temporali di trattativa.

Legittimamente la lady tigrotta ha fatto notare la sua posizione in merito alla presunta ridistribuzione delle quote societarie oggetto del contendere (“piuttosto che trovarmi in casa persone che vorrebbero comandare ma di cui non ho conoscenza”), ma è anche vero che, prima di chiudere una porta, magari un portone, forse sarebbe il caso di conoscere davvero l’effettiva consistenza degli imprenditori in ballo, seppur non della zona (anche la famiglia Vender non era del territorio…), magari sedendosi ad un tavolo per approfondire e ridiscutere certi termini o in alternativa per valutare una soluzione ponte.

Perché va bene “resistere un altro anno“, ma la serie C – oltre ad essere un potenziale bagno di sangue in termini economici – richiede inevitabilmente una programmazione pluriennale, con una riorganizzazione professionale di alcuni asset societari di cui tutt’oggi la Pro Patria è sprovvista.

Intendiamoci – per sgomberare il campo da ogni possibile fuorviante interpretazione – ognuno è padrone di comandare e decidere a casa propria, con i soldi propri.
Ma se un punto comune e condiviso esiste già, ovvero Patrizia Testa presidentessa del centenario, per non correre il rischio di restare da soli col cerino in mano (finendo poi per sottostare a certe volontà…) forse sedersi ad un tavolo, anche solo per conoscersi (dopo la scottatura con Collovati) e per capirsi, non sarebbe una cattiva idea, specie di questi tempi…

Ad ogni modo lunga vita a Patrizia Testa, la presidentesse dei Campioni d’Italia, la presidentessa del centenario, la presidentessa di Busto, la presidentessa del popolo biancoblù, la presidentessa orgogliosa e fiera di una maglia e di una storia: insomma la presidentessa della Pro Patria. Questo dovrà sempre essere il punto di partenza e di arrivo di ogni trattativa

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