Ci riferiamo ai bus cittadini
Problema ancestrale

Costa in maniera esorbitante, intralcia il traffico e per giunta inquina. Il servizio è gestito da STIE e il Comune paga ogni anno circa 140.000 Euro. Per fare cosa? La risposta è disarmante

Gianluigi Marcora

Busto Arsizio

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Il problema dei “bus cittadini” a Busto Arsizio è ancestrale. Costa in maniera esorbitante, intralcia il traffico e per giunta inquina. Il servizio è gestito da STIE e il Comune paga ogni anno circa 140.000 Euro. Per fare cosa? La risposta è disarmante: per vedere spesso autobus enormi circolare in città, vuoti e “disperati”. Non vogliamo toccare il famoso “Piano dei Trasporti“(extra-comunal) pronto e insabbiato. Avrebbe dovuto costituire la panacea del servizio, invece, dopo l’avvento di ben 4 Sindaci, del “Piano” si sa più nulla.

Ora ci ha messo mano l’Assessore alla Partita, Max Rogora. Non per attuare il Piano dei Trasporti ipotizzato a suo tempo, ma per razionalizzare il servizio “bus cittadino” esistente. Come? Lasciando perdere STIE e affidando il compito all‘Agenzia di bacino Como-Lecco-Varese.  Con quale prospettiva? Ridurre i km di percorrenza attuali di 900.000 km annui a circa 500.000 ipotizzabili.

Dunque “taglio” dei percorsi e nuova mappatura delle fermate. Verranno privilegiati nella stesura dei nuovi percorsi, le Stazioni ferroviarie, il Tribunale, l’Ospedale e i tre Cimiteri cittadini. Siccome il servizio bus per le scuole funziona a regime, ecco che a subire modifiche sono i percorsi alternativi che devono collegare gli “obiettivi” già indicati. “Qualcuno resterà scontento” dichiara l’Assessore Max Rogora. Però “non è possibile avere la fermata sotto casa, ma è legittimo concentrare le fermate dei bus in apposite piazzole che abbiano una funzione intermedia fra le zone coperte“.

I tecnici sono al lavoro per arrivare al punto della situazione che deve portare a un dimezzamento dei costi. Costi a carico del Comune, per nulla coperti dai biglietti staccati e dagli abbonamenti sottoscritti dai fruitori (Studenti, over 65 e Ordinari).

Secondo noi non si sono valutati due aspetti della questione che avrebbero dovuto invece essere inseriti. Il primo aspetto riguarda la dimensione dei mezzi inseriti. Il secondo aspetto, quello del tragitto. Siccome è acclarato che i bus (quelli enormi che chiamammo in altri articoli “bisonti”) sono zeppi all’inverosimile solo nelle ore di trasporto degli studenti, non si capisce perchè durante il resto della giornata, non si utilizzano i mini bus che saranno magari pieni a metà, hanno dimensioni decisamente più piccole, costano meno in servizio e per giunta non inquinano come i…. “bisonti”.

Del resto, il Comune può concordare con l’Azienda preposta al servizio dei trasporti, un utilizzo razionale dei bus necessari e stabilire che in certe ore (trasporto studenti) sono vitali gli autobus di grossa dimensione, mentre per il resto della giornata, bastano e avanzano i mini bus. Gli effetti economici, ma pure quelli che riguardano la salute dell’aria sono decisamente positivi, rispetto a quelli attuali.

Sul secondo aspetto (piazzole) è giusto garantire una certa dinamicità fra i percorsi. Certo non si può pretendere di avere i punti di salita e discesa di bus, sottocasa, tuttavia un certo raziocinio, incombe.

A questo punto è necessaria un’osservazione. Siccome di “portoghesi” in giro ce ne sono abbastanza (coloro che non fanno il biglietto o che trovano il modo di viaggiare gratuitamente) sarebbe interessante mandare a controllare il servizio un “incaricato” (lo vogliamo chiamare ispettore? controllore?), autorizzato a far pagare multe salatissime ai trasgressori.

Del resto, il “vizio inveterato” che da noi “chi paga è un fesso” allora occorre fare di necessità, virtù. Vero che il “controllore” può trovarsi di fronte tipi …. arcigni, ma è altrettanto vero che si vive in una città civile e non nel Bronx o nel Far West dove succedono fatti …. non proprio edificanti.

Ultima riflessione: si aspetta di vedere la Piazza Solaro senza “bisonti” in sosta, ma pure di vedere attuato (finalmente) quel Piano Trasporti sovracomunale troppe volte “annunciato” e mai…mai …mai realizzato.

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