Problema piante

Non è che del "problema piante" se n'è discusso molto. Forse per pigrizia, forse per ignoranza, ma del patrimonio verde che ogni Comune possiede, si sa poco e quel poco ha poche velleità di essere risolto

Gianluigi Marcora

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Non è che del “problema piante” se n’è discusso molto. Forse per pigrizia, forse per ignoranza, ma del patrimonio verde che ogni Comune possiede, si sa poco e quel poco ha poche velleità di essere risolto. Forse, a Busto Arsizio, nemmeno si sa a quanto ammonta il numero delle piante cittadine. Di certo, nella fattispecie, nemmeno si conoscono le peculiarità e le specie di dette piante; quindi?

Ho cercato di documentarmi sul problema e ho scoperto poche, ma valide, considerazioni. La prima è quella della necessità per un Comune, di avere alle proprie dipendenze un agronomo; una di quelle figure che devono tutelare la “salute” del “corpo verde” cittadino, per questione di Salute, ma pure per analizzare i costi riguardanti il “verde”.

L’agronomo figura in paesini piccoli e non solo di alta montagna, ma di città dalle dimensioni di Busto Arsizio, nemmeno se ne parla. La maggioranza dei Comuni si affida a qualche giardiniere, non solo per tagliare qualche pianta, ma pure per la piantumazione di piante che devono sostituire quelle esistenti e malate.

Succede poi che per la manutenzione del “verde” ci si affida spesso alle gare di appalto e non sempre si trovano persone che conoscono appieno questo delicato lavoro. Da inesperti abbiamo dato un’occhiata ai tronchi rimasti degli alberi tagliati. Qualcuno aveva un buco all’interno; qualcun altro, no. Che differenza potrebbe esserci fra i due tronchi? ….forse che l’albero “col buco” era ,malato, mentre quello senza il “buco” era sano ed è stato “immolato” alla bisogna?

Parliamoci chiaro: vedere una sequenza di tronchi rasi al suolo con sopra una “benda” biancorossa, come si può notare lungo Corso Italia, non è un bel vedere. Si tratta di alberi malati o si sono recisi perchè ritenuti pericolosi? Ci dicono che gli alberi tagliati verranno sostituiti da altri alberi. va bene ma la tempistica qual è? Inoltre: alberi quasi secolari spazzati via, saranno sostituiti con pianticelle che ….dovranno crescere?

Un agronomo potrebbe tutelare molto, ma molto meglio il patrimonio “boschivo” del Comune, a cominciare da una “diagnosi” sistematica degli alberi “in giacenza” con tanto di controllo periodico che stabilisca lo “stato di salute” degli alberi e, in base alla “diagnosi” intervenire alla bisogna.

Anche per non giungere a decisioni drastiche, eliminando insieme “all’acqua sporca, il bimbo che si sta lavando“. Meglio dirlo chiaro e tondo che il problema va risolto. Inutile star qui ad avanzare ipotesi che non hanno un fondamento specifico: ci risponda un agronomo e, per quanto è avvenuto in questi tempi (taglio degli alberi in sequenza) il Comune di Busto Arsizio dovrebbe fornire una risposta….. magari scritta, sotto forma di Comunicato!

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