- InformazioneOnLine - http://www.informazioneonline.it -

I problemi dell’economia reale e il nascente esecutivo Conte bis o Conte 2

Prove tecniche di interpretazione di un momento politico-economico-istituzionale talmente confuso, che più confuso non si può.

Con una premessa doverosa: la crisi di governo risulta strettamente intrecciata con l’andamento dell’economia finanziaria e con quello dell’economia reale. I mercati hanno sempre avuto orrore del vuoto politico, sinonimo di incertezza e conseguente volatilità, e hanno quindi reagito positivamente (molto positivamente) all’incarico di governo conferito dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Professor Giuseppe Conte, che succede a se stesso.ù

Il nascente governo Conte bis, o Conte 2 come dicono quelli (Partito Democratico in testa) che puntano sulla cosiddetta discontinuità rispetto al precedente esecutivo a trazione M5S e Lega, ha già incassato anche una significativa diminuzione dello Spread. Il fronte finanziario, in sintesi, ha emesso il suo verdetto e si tratta di un verdetto positivo in merito all’alleanza (poco importa, ai mercati, se di convenienza o meno) fra M5S e Partito Democratico.

Diverso, molto diverso, il discorso rapportato al versante della cosiddetta economia reale. I dati Istat, in merito, fotografano una condizione di affanno: produzione industriale in calo, ordinativi in diminuzione, Cassa Integrazione Guadagni (soprattutto quella Speciale) in forte impennata.

Insomma, il mondo della produzione arranca. Nelle settimane scorse, del resto, le indagini congiunturali elaborate dalle Associazioni territoriali di Confindustria avevano anch’esse fornito dei segnali poco incoraggianti.

All’orizzonte continua ad incombere lo spettro dell’aumento delle aliquote Iva e la prossima Legge di Bilancio o sarà una Legge seria, oppure … non sarà, con tutte le (nefaste) conseguenze del caso. Le patate bollenti, anzi incandescenti, che il nuovo governo dovrà maneggiare sono numerose ed estremamente complesse. Problemi veri presuppongono una gestione altrettanto vera e parimenti forte ed autorevole.

Serietà, forza ed autorevolezza saranno le caratteristiche distintive del governo Conte bis; scusate, volevamo dire Conte 2?

Per me, si tratta solo e semplicemente della prosecuzione di una follia istituzionalizzata”, dichiara senza mezze misure un imprenditore tessile gallaratese che si accinge a festeggiare i 150 anni di vita della propria azienda.

La Legge 91/1992 recita che la cittadinanza italiana non può mai essere revocata per motivi politici. Ora, dopo la delusione per questa ennesima porcata politica, quasi identica a quella appena interrotta da Salvini, sto seriamente pensando di rinunciare alla cittadinanza italiana e diventare apolide. Qualcuno mi sa dire come si fa?”, gli fa eco un industriale metalmeccanico di Rescaldina che definire disgustato è (quasi) eufemistico.

Mentre i nostri politici sono perennemente in campagna elettorale, questo popolo (il popolo cinese, ndr), con tutte le criticità presenti, in pochissimi anni ha costruito il ponte più lungo del mondo, che unisce Hong Kong a Macau! Qui non si litiga per la ‘cadrega’, si fanno le opere pubbliche”, rincara la dose un operatore economico legnanese in viaggio all’estero.

Ribadiamo quanto scritto all’inizio: c’è molta confusione sotto il sole.

Non solo sotto il sole italiano.

Basta attraversare la Manica e arrivare nel (cosiddetto) Regno Unito per avere a che fare con un caos politico-istituzionale persino peggiore di quello nostrano.

La sospensione del Parlamento, richiesta dal premier Boris Johnson e autorizzata dalla regina Elisabetta II, per forzare la cosiddetta Brexit senza ulteriori indugi e modifiche di sorta (prevista per il 31 ottobre), è qualcosa che anche il più  spregiudicato romanziere avrebbe faticato ad immaginare.

Eppure è successo.

A volte, la realtà supera persino la più sfrenata (e assurda) fantasia.

Il fatto che la locomotiva economica europea, ossia la Germania, sia ormai ad un passo dalla recessione aggiunge un problema, e che problema!, alle numerose incognite già presenti sullo scacchiere politico-economico internazionale.

Per non parlare della perdurante guerra dei dazi fra Stati Uniti e Cina.

Una cosa è sicura: ci aspetta l’ennesimo autunno caldo, e non solo per gli arci-noti sconvolgimenti climatici.