Fare attenzione
Problemi che si ripresentano

La città si svuota. Il Circondario presenta gli stessi effetti. Certi problemi non si risolvono con i messaggi o le parole...

Gianluigi Marcora

BUSTO ARSIZIO

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La città si svuota. Il Circondario presenta gli stessi effetti. Certi problemi non si risolvono certo con i messaggio o le parole. E ripigliamo ancora, per l’ennesima volta, il problema di chi non vuole o non può andare in vacanza. A costo di sentirmi dire “uffa” io, un appello lo faccio di nuovo: in casa propria devono entrare unicamente le persone conosciute e non altre. Nessun tecnico dell’acqua, nessun incaricato della luce, nessuno stratega che identifica l’acqua rossa al posto di quella trasparente e nessun “samaritano” che mi informa di inconvenienti vari accaduti a parenti vari. In casa propria non deve entrare alcun “foresto“. che deve suonare il campanello, farsi identificare senza varcare la soglia di proprietà e rimanere in religiosa attesa per accettare la mia decisione. Che è (o potrebbe essere): faccio gente, chiamo qualche testimone, mi accerto che chi là fuori attende mi mostri una credenziale, mi accerto che quella “credenziale” sia accertata dalle Forse dell’Ordine e dopo l’iter personale decido cosa fare. Di certo, NON APRO! Al di là delle parole scritte adesso, c’è una maniera facilissima per giungere alla chiarificazione del problema: non fare entrare in casa propria lo sconosciuto. Il problema sembrerebbe risolto qui, ma ci sono sfaccettature alla fantasia dei lestofanti che a volte  ……… stupiscono. C’è sempre una “nipote” che vorrebbe abbracciarti, un tale in divisa che vorrebbe essere utile, un telefonista che preannuncia la visita a casa. In tutti i casi, subito una telefonata al 112 e, attesa spavalda in casa, senza aprire la porta d’ingresso. Sarebbe troppo facile – qui – aggiungere parole retoriche. Non lo facciamo. Manteniamo l’invito che abbiamo messo all’inizio con un secco NO a qualsiasi richiesta di uno sconosciuto. Ci prenderemmo del “maleducato” o dell’incosciente o di chi non è attento alle esigenze della vita, ma di certo avremmo tutelato la nostra privacy, ma pure avremmo evitato di fare piangere un familiare per le “bugie” di chi vorrebbe buggerarlo.

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