Ci abbiamo creduto
PROmossa!

Il grido “Pro...mossa” è rimasto in gola per parecchi anni. Da quel maledetto Pro Patria-Padova. Ora rispunta glorioso, quasi d’incanto. Per dire che il cuore ce la fa a sopperire le disgrazie, a nascondere le difficoltà, a crederci...

Gianluigi Marcora

Busto Arsizio

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Il grido “Pro…Pro…mossa” è rimasto in gola per parecchi anni. Da quel maledetto Pro Patria-Padova. Ora rispunta glorioso, quasi d’incanto. Per dire che il cuore ce la fa. A sopperire le disgrazie, a nascondere le difficoltà, a crederci. Già… a crederci. Eppure, dopo il pari col Trento, solo gli irriducibili credevano nel “miracolo” Pro Patria. Segno che solo il cuore ce la fa a soffrire per un ideale.

Domenica, l’apoteosi e quasi 3000 persone erano sugli spalti a far corona alla magnifica Pro Patria che per un po’ è rimasta “impacciata” poi s’è sciolta nel bel gioco e nelle giocate finalizzate da Di Sabato. Facile la battuta… Di Sabato che segna…di domenica e fa grande il gioco come sa fare lui.

No, non c’ero allo stadio, come non ci sono da quel Pro Patria – Padova e… non me ne vergogno. Chi c’era ha patito e ha gioito. A casa ero solo in apprensione. Non per cattivi pensieri. L’imponderabile è sempre in agguato e non servono certo gli scongiuri a bacchettare il destino. Ho telefonato al mio amico Tia Brazzelli al finire del primo tempo. Squillava il telefono e lui ci ha messo un po’ a rispondere. Quei secondi d’attesa erano spasmodici, li ha sulla coscienza per il mio penare, poi lui fa “2-0 e la gara promette bene“. Tia Brazzelli mi ha ridato l’ossigeno che avevo trattenuto prima, in attesa di lui.

A pochi minuti dalla fine, ritelefono. La sua voce è squillante, quasi grida “4-1 e mancano pochi minuti alla fine“. Beh, quei pochi minuti non passavano mai e quando ho deciso di ritelefonare, andava in onda la segreteria telefonica. Attesa … sempre da mettere sulla coscienza di Tia. Vuoi vedere che… e mi scoppiava dentro la voglia di gridare e il desiderio di correre, ma con l’età che galoppa digrignavo solo i denti.

Poi ricevo un messaggio. Era di Brazzelli con un link appresso. L’ho letto d’un fiato e ho scaricato la tensione che sino ad allora non mi aveva abbandonato. Ho pensato a Patrizia Testa… in testa, davanti a tutti. Si merita la gloria, la gioia e l’applauso più grande. Si merita il rispetto della gente; anche di coloro che dopo il pareggio col Trento l’avevano buggerata con un “cosa vuoi che sia” contro la Pro Patria, ma poco a favore.

Eppure, Patrizia Testa, venerdì scorso ha presenziato alla Cerimonia di presentazione del mio libro dal titolo FATTI MALE che ho scritto col mio collega Luciano Landoni. Mi ha onorato parecchio.  Pubblicamente la GMC Editore l’ha premiata con una Targa. Siccome poi, in quella serata, il “mio” Milan mi ha gratificato e onorato con la presenza di Daniele Massaro che mi ha fatto indossare la maglia ufficiale del Milan con tanto di autografo del “mio” prediletto Rino Gattuso, nella mia prolusione, quasi con innocenza, ho detto pubblicamente: “vedrai, Patrizia, la mia Pro Patria, domenica farà lo stesso risultato del mio Milan” convinto, convintissimo del doppio successo.

Azzeccassi così al Superenalotto sarei… miliardario. E quel doppio 4-1 di Milan e Pro Patria mi dà quasi alla… Testa in un’apoteosi di gloria, di gioia, di fiducia, di gratificazione per uno sport imprevedibile, con risultati imprevisti, col cuore che sbuffa di passione, di orgoglio, d’amore per i “colori” che ho nel cuore.

Sto all’esterno per godermi da me questa gioia che la Pro Patria mi offre dopo averla seguita per anni; dopo averne “inventato” le cronache dirette per radio (si ricordino tutti – in troppi l’avevano dimenticato –  che la prima radiocronaca non Rai degli incontri della Pro Patria in casa e fuori, l’ha fatta TRB Top Radio Busto con radiocronista il sottoscritto) per quattro anni di fila. Per dire che non sono fra i titubanti del dopo pareggio di Trento, ma sono di quelli che tifano col cuore e non solo di… Testa a cui rivolgo i complimenti più sinceri e un senso di rispetto sperticato che Patrizia Testa si merita tutto intero. Allo stadio o fuori, sempre, col cuore Forza Pro Patria. Rispolvero lo slogan del radiocronista: “nel bel cielo di Busto Arsizio sventola il biancoblu“. Col sole, la pioggia, la neve, il temporale “ùl maencu” o la nebbia, sempre, allo “Speroni”, quella determinazione: nel bel cielo di Busto Arsizio sventola il biancoblù.

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