PORFIDIO: “OCCORRE FARE DI TUTTO PER MIGLIORARE LA SITUAZIONE”
“Sono pronto a incatenarmi fuori dall’ospedale con il sindaco”

L’ex consigliere comunale è perplesso sull’ospedale unico: “Non risolverà i problemi”

Riccardo Canetta

BUSTO ARSIZIO

Pubblicato il:

Stampa questo articolo

La questione del Pronto soccorso dell’ospedale di Busto continua a tenere banco. L’altra sera se n’è discusso in Consiglio comunale, grazie all’interrogazione di Gianluca Castiglioni (medico ed esponente di Busto al Centro) che ha voluto rilanciare il grido di allarme di utenti e operatori sanitari.

Castiglioni ha parlato di un problema “sempre più pressante”, paventando il rischio che uno dei due pronto soccorso di Busto e Gallarate possa chiudere di notte. “Faccio tutto il possibile – ha replicato il sindaco Emanuele Antonelli –. Ma non posso risolvere io il problema della mancanza di medici e infermieri o altre questioni di competenza regionale. Più che confrontarmi con le autorità competenti e portarle in commissione, cosa posso fare, incatenarmi fuori dall’ospedale? A questo punto prima o poi lo farò”.

Una provocazione che l’ex consigliere comunale Audio Porfidio – che in fatto di provocazioni non è secondo a nessuno – non lascia cadere nel vuoto. “Certo, il sindaco si dovrebbe incatenare all’ospedale – afferma il leader del movimento La Voce della Città –. Come responsabile della salute dei cittadini, deve far sentire con forza la propria voce in tutte le sedi. Questa è in assoluto una priorità”. “Anzi – rincara Porfidio – se necessario dovrebbe anche far lo sciopero della fame per richiamare l’attenzione di chi ai piani alti è chiamato a prendere decisioni su questi casi. E io, anche se a differenza di chi indossa la fascia tricolore non ho nessuna voce in capitolo, sono pronto a incatenarmi e a protestare con il sindaco”.

Insomma, Porfidio vede di buon occhio azioni clamorose per accendere i riflettori su un problema che sta a cuore ai cittadini e a chi opera in ambito sanitario.
Da parte sua, come ha spiegato in assise, Antonelli confida che con la nuova sede della guardia medica e – in futuro – con l’apertura dell’ospedale unico, le cose potranno migliorare parzialmente.

Un ottimismo che Porfidio non condivide: “Non sarà il trasferimento della guardia medica a evitare l’intasamento del pronto soccorso – taglia corto –. E sull’ospedale unico ho mille perplessità. Anche perché se ne parla da tempo ma le notizie certe scarseggiano. Eppure su un tema così importante servirebbe un confronto costante con la cittadinanza. Invece mi pare che solo dall’opposizione arrivi un po’ di attenzione al problema. E nel frattempo l’ospedale attuale, che temo possa diventare una cattedrale nel deserto, perde i suoi medici migliori e va avanti tra carenze di organico e di posti letto. Dei professionisti non possono lavorare in certe condizioni. E poi, perché non si è deciso di intervenire su questa struttura, dove gli spazi non mancano, rendendola moderna e riportandola a essere quel fiore all’occhiello che ormai non è più? Perché in altre regioni, come la Toscana, le cose sembrano muoversi? Bisogna battere i pugni per ottenere quelle risposte e quei servizi che i cittadini, giustamente, si aspettano quando si parla di salute”.

Copyright @2019