VAI IN AVANSCOPERTA
Provaci Busto

Gianluigi Marcora

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Provaci Busto. Vai in avanscoperta e… provaci. Ti accorgerai che dall'opera buona si arriva all'affare. Che non è poi male. Si dice – soprattutto a Busto Arsizio – che ha sempre successo il primo, la novità, mentre tutti gli altri diventano "palliativi" o volgari imitazioni. Te lo dico ancora, provaci. A far che?
Di boschi in giro, da noi ce ne sono parecchi. Non li ho visitati tutti, ma quelli "visti e recensiti" hanno mostrato più o meno la stessa "faccia". Spettacolo osceno, con qualche sorpresa "maledetta" che fa ribrezzo solo a parlarne.
 
Taluni si credono furbi, ma occorre neutralizzarli: Per farlo, occorre essere più… furbi di loro e pagarli con la stessa moneta. Fatto è che dentro i nostri boschi e ben visibili, ci sono schifezze a tutto spiano: dai materassi utilizzati dalle puttane, agli elettrodomestici con sopra ruggine di vecchia data. Non parliamo poi dell'eternit, per nulla camuffato e dei copertoni che ingombrano e mimetizzano pure il terreno del bosco.
 
Per quanto riguarda vetro e cartacce, diciamo che è la norma. Per quel che si vede poi, attraverso le borse di plastica, si tocca con mano il degrado, l'indecenza e la stupidità degli individui. Andiamo avanti? Lasciamo stare quei cretini che hanno portato a suo tempo una marea di libri, pensando fossero… spazzatura. Ci vuole un cervello contorto a non capire che un libro non invecchia mai e che il suo posto naturale è dentro una biblioteca o in uno scaffale di casa. Se poi uno volesse disfarsene, li porti in biblioteca originale o al limite li porti in discarica questi benedetti libri. Ci sarebbe pure un'anima buona che non mandi i libri al macero, ma se li porti a casa per istruirsi un po'.
 
Non vogliamo aggiungere alla schifezza un resoconto completo di quanto mostra un bosco qualsiasi nel territorio di Busto Arsizio, ma almeno i resti di serate balorde, dobbiamo pur evidenziarli. Si tratta di preservativi usati e siringhe tuttora sporche di sangue. Basta così? Basta così!
 
Quindi, il nostro "invito" al Sindaco di Busto Arsizio è quello di istituire una task force impegnata nella pulizia del bosco a pagamento, con tanto di rivendita del pattume quale risorsa ai rispettivi grossisti.
Per dirla tutta, occorrerebbe stabilire una specie di compenso a chi porta le "schifezze" opportunamente differenziate dentro contenitori aperti che permettano il rilevamento. Vetri coi vetri, ferro con ferro, alluminio con alluminio, legno con legno e… materiale vario che va censito al Centro Multiraccolta.
 
Proprio lì, al "Centro" si rileva quanto il Cittadino porta e si accatasta il tutto in appositi spazi. I soldi dati al Cittadino "pulitore" sono ben spesi: i boschi "brillerebbero" d'uno splendore mai visto prima e il Comune incassa i soldi della vendita ai grossisti di vetro, ferro, alluminio, legno e ottiene la giusta remunerazione di un servizio capillare. Quel che non si può censire, può essere catalogato come "materiale vario" e magari utilizzato da ACCAM per lo smaltimento rifiuti che si "traduce" in energia pulita. Siccome poi anche per lo smaltimento dei rifiuti c'è un ordine di scelta ben preciso, anche la quantità di quel che si brucia è esigua rispetto a quella… termovalorizzata ora.
 
Quanta gente lavorerebbe nel settore, signor Sindaco, quanta gente? Altro che lavoro "socialmente utile". Qui si ha pure un tornaconto che, per le casse del Comune, non sarebbe male. So bene che già qualcuno direbbe: "ma io devo andare coi rifiuti al Centro Multiraccolta?" – rispondo subito che l'operazione è una scelta. Si potrebbe far ritirare a domicilio il "raccolto" e, in questo caso, la tariffa del… ritiro deve tener conto dei costi del servizio. Comunque, sempre remunerato con tanto di ricevuta.
 
Basta coi "rifiuti"… basta! Quel che si è utilizzato e che non serve più è una risorsa. E come tale va valorizzata. Osare per primi si traccia una via nuova sia per la "raccolta differenziata" sia per l'ecologia. Adesso poi che il problema del lavoro è ancora emergente, anche chi non ha un reddito può accaparrarsene uno. Però, Busto Arsizio può diventare la prima città mondiale che "fa commercio" coi rifiuti-risorse e che in ultima analisi, ci guadagna tre volte: ecologicamente, raccolta differenziata e lavoro a chi non ce l'ha.

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