Cominciamo dai parchi pubblici
Puliamo il Comune

Si fa un gran baccano intorno all’incuria e all’inciviltà delle persone, poi si fa nulla per risolvere il problema

Immagine di repertorio

Gianluigi Marcora

Busto Arsizio

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Si fa un gran baccano intorno all’incuria e all’inciviltà delle persone, poi si fa nulla per risolvere il problema. Cominciamo dai parchi pubblici. A Busto Arsizio ce ne sono in gran numero e (quasi) tutti di pregevole fattura. C’è tuttavia lo “scandalo” delle suppellettili rotte, della sporcizia sparsa qua e là, dei pericoli che incombono sia per la mancata manutenzione dei giochi per i bimbi sia per effetto di sporcaccioni e drogati che buttano in giro “resti di schifezze” che fanno brutta mostra per il decoro cittadino.

Non si può solo andare contro agli sciacalli del vizio, ma in qualche maniera, è vitale andare loro incontro con le buone maniere, con iniziative appropriate che suonino a incentivo per il vivere civile.

Andiamo sul pratico: il Comune dovrebbe promuovere l’azione “puliamo il Comune” riconoscendo a chi è armato di buona volontà, uno sconto sulle tasse o un bonus di natura economica a chi porta i “detriti” ben catalogati alla discarica pubblica. Siccome la “raccolta differenziata” possiede specifiche caratteristiche, qui almeno si attui una pulizia non certo marginale che compensi il lavoro della gente che si mette a servizio della collettività. Lavorare gratis non è dignitoso… eppoi, il lavoro gratuito non qualifica e nemmeno rende. Per ogni lavoro è necessaria la giusta ricompensa che, in termini concreti fa risparmiare il Comune a più non posso.

Pulire e ripulire i parchi cittadini significa mantenere alto il grado di civiltà del Comune. Portare i sacchi zeppi di spazzatura al Centro Raccolta, vuol pure dire non avere a che fare con desolazioni ambientali eccessive e nemmeno causare malattie alle persone che si introducono in questi “ameni” luoghi pubblici.

Inoltre, oltre alla pulizia sistematica, ci sarebbe un maggior controllo su chi frequenta questi luoghi e chi è malintenzionato a commettere reati (drogarsi, per esempio – adescamento di persone innocenti, altro esempio) troverebbe sulla propria strada un “gendarme” che potrebbe comunicare alle Forze dell’Ordine, quanto potrebbe accadere.

Poi ci sarebbero gli incivili a oltranza che portano i cani nei parchi non certo per fare… jogging. Costoro si troverebbero a contano coi “pulitori” del parco e non avrebbero alibi per… puzzolenti scappatoie. Il Comune, per avere un “ritorno” della spesa investita, oltre a non dovere soccombere per i danni fatti a panchine, giochi e strutture varie può ricollocare ogni genere di sporcizia agli appositi “grossisti” che non farebbero altro che collocare ogni tipo di rifiuto dentro il contenitore delle risorse.

Non si capisce come si preferisce avere parchi sporchi e con strutture rotte, invece di offrire un incentivo a chi farebbe “di necessità, virtù” raccogliendo in giro rifiuti che deturpano il paesaggio e le strutture.

Lodevoli le iniziative di chi vuole “pulire il mondo” o di chi vuol trascorrere una domenica mattina in mezzo alla natura, ma – si sa – il lavoro remunerato fa molti più “miracoli” di un lavoro rabberciato che potrebbe (uso il condizionale) lasciare indietro… strascichi di rifiuti. Ho tralasciato i luoghi d’incontro nei parchi tra avventori e “donnine”. Le “prove” sono eloquenti e il rischio per gli innocenti che al parco ci vanno a giocare è talmente alto che ogni tanto si attua una retata.

Ѐacclarato che l’iniziativa privata rende molto di più di qualsiasi iniziativa pubblica. Ecco: questa iniziativa (puliamo il Comune) organizzata dal Comune di Busto Arsizio (che può essere estesa a tutti i Comuni volonterosi) va incontro alla volontà di chi vuol costruirsi un lavoro spicciolo che non richiede contratti e men che meno… oneri fiscali. Del resto, “pulire il proprio Comune” equivale a dire che si pulisce “casa propria” e chi pulisce casa, merita un compenso che si può stabilire a priori, come si fa con gli… spalatori della neve o in caso di eventi di forza maggiore. Inciviltà e incuria subirebbero un grosso trauma.

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