Non ne capisco il motivo
Purtroppo non se ne parla più…

Non se ne parla più. Eppure, il problema avrebbe dovuto essere risolto l’indomani dell’incidente mortale di Piazza Solaro...

Gianluigi Marcora

Busto Arsizio

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Non se ne parla più. Eppure, il problema avrebbe dovuto essere risolto l’indomani dell’incidente mortale di Piazza Solaro (meglio conosciuta quale Piazza dell’Entrata Vecchia dell’Ospedale di Busto Arsizio). Proprio lì, all’Entrata Vecchia che pur avrà i suoi anni, ma in quanto a bellezza architettonica la dice lunga, si sono consumati due fatti luttuosi e si consuma tuttora un fatto delittuoso per via dei big-autobus che stazionano in appositi spazi, inzaccherando di smog quanto incontrano.

Già non si capisce il motivo della circolazione di questi “bisonti della strada” in orari non certo di punta del trasporto di studenti e gente che raggiunge i posti di lavoro (bastano i mini-autobus). Già non ci capisce il motivo di far stazionare gli autobus in una piazza non proprio larga, con tanto di negozi in giro con annessi posti di sosta a pagamento proprio dirimpetto gli stessi negozi. Già non si capisce quali sono i problemi per far “dimorare” questi enormi mezzi di trasporto cittadini nell’ampio parcheggio di via Formazza.

Che dovremmo capire, dunque? Vediamo di raccapezzarci un attimo, almeno per comprendere meglio il problema, alfine di risolverlo o (almeno) trovare un “modus vivendi” che, da una parte tuteli il Cittadino quando si muove per utilizzare i mezzi di trasporto cittadino e, dall’altra per valorizzare meglio una piazza “vivace” dove il traffico non manca di certo e dove la gente deve poterne usufruire nel migliore dei modi.

Da dove cominciamo? Dagli autobus che occupano in appositi parcheggi, la piazza stessa. Il programma di spostare in appositi parcheggi questi “bisonti” esisteva già dalla Giunta Rosa, quando addirittura furono inaugurati i parcheggi normali di via Formazza, con tanto di “casetta” dentro la quale avrebbe dovuto esistere una specie di biglietteria. La “casetta” ha dovuto subire lo scherno di più furti di suppellettili e ci fu pure lo smacco di scritture oscene lungo il perimetro dell’immobile.

Chiaro che qui si tratta di “denaro pubblico buttato“. Nel senso che gli autobus sono tuttora in Piazza Solaro e che la “casetta” è quasi pronta per essere… demolita. A meno che, non la si strutturi al meglio e la si utilizzi allo scopo per il quale fu costruita. Ora, proprio adiacente i parcheggi di via Formazza, si utilizza lo spiazzo per le “lezioni di moto“. Ci sono i “birilli segnaletici” e allievi e istruttori ci lavorano sopra.

Ci dicono che tutto è fermo per via del progetto sul Traffico… sì, ma se si fa nulla, anche il progetto diventa obsoleto e  Piazza Solaro continua ad essere a rischio ambientale senza tutelare le persone; il decoro, poi della piazza stessa, va a farsi benedire.

Adesso poi che s’è messo mano al “mostro”  ai piedi della salita (sic) dei 5 Ponti, resta da capire quanto tempo deve ancora passare per mettere mano all’altro “mostro” esistente da una vita, proprio davanti il Pronto Soccorso di via Arnaldo da Brescia.  Farlo, significherebbe rendere funzionale uno spicchio di città che giornalmente ospita gente indigena, ma pure proveniente dal Circondario e da altre parte d’Italia.

Oggi, col parcheggio orribile di Piazza Solaro, con le code interminabili del traffico nelle ore di punta in Corso Italia, con la via Formazza che ospita parcheggi a tutto spiano (spesso sotto utilizzati) e una “casetta” che va in malora, si chiede semplicemente di offrire all’Ospedale il giusto decoro. Oppure, col discorso che si sta pensando al nuovo Ospedale, si vuole lasciare tutto com’è?

Si spera proprio di no, altrimenti sarebbe uno spreco di risorse pubbliche, ma pure un abbandono di una parte di città, cosiddetta “finestra” di chi proviene dall’autostrada e non si reca subito in centro cittadino.

Già che ci siamo: da via Cremona, per andare su Corso Italia si “incontrano” vetture parcheggiate malissimo che restringono pericolosamente la già piccola strada. Chi scende dai 5 Ponti e si immette in via Formazza rischia il “frontale” e mette in condizione gli automobilisti di “insultarsi” piacevolmente o a muso duro. Chi invece da via Formazza vuole andare sui 5 Ponti, non può farlo per via del senso obbligatorio di marcia. Eppure – qui – la soluzione è ovvia: divieto di sosta dall’imbocco di via Cremona a via Formazza e piccola, ma piccola rotatoria per chi da via Cremona, va in via Formazza e vuole raggiungere i 5 Ponti.

Signor Sindaco, dopo tutti i problemi che lei sta risolvendo (viari e non) “butti un occhio” anche qui. La zona Ospedale merita rispetto e… tutela della salute. Grazie!

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