Filastrocca bustocca
Qualcosa di allegro…

Dopo la “sbornia d’amore” di San Valentino e in prospettiva di quella di Carnevale, val la pensa tirare in ballo qualcosa di allegro...

Gianluigi Marcora

Busto Arsizio

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Dopo la “sbornia d’amore” di San Valentino e in prospettiva di quella di Carnevale, val la pensa tirare in ballo qualcosa di allegro. Come si sta svolgendo la campagna elettorale, più di un discorso frivolo, sembra un accanirsi tragico di fronte al nemico. Dimenticandosi – poi – che di “nemici” non ce ne dovrebbero essere, ma trattasi (o dovrebbe trattarsi) di semplici antagonisti; tutti puntano alla “poltrona” altro che di problemi del Paese.

A “Radio anch’io” (trasmissione di Rai 1) sembra che Politici e giornali “tirino la volata” al M5S con la storia dei rimborsi farlocchi e dei “furbetti” interni che sono dappertutto. S’è detto nella trasmissione che su 122 parlamentari, solo 10 hanno dapprima messo i soldi, poi se li sono ritirati. Poi parlano di “rimborsi”, ma i rimborsi sono ben altra cosa. Qui si tratta d’aver messo parte dello “stipendio” in un fondo a favore dell’industria. Dicono 23 milioni di Euro …ve l’immaginate se tutti i 940 parlamentari avessero fatto altrettanto (salvo i furbetti)?

Poi s’è detto che i nostri Parlamentari percepiscono uno “stipendio” (che non è uno stipendio per via che non c’è un Contratto di Lavoro) di gran lunga superiore alla media Europea e addirittura Mondiale. Quindi, come si fa a criticare chi (almeno) ci mette una parte di appannaggio (mi rifiuto di chiamarlo stipendio per rispetto a operai e salariati) e li dona al prossimo? Chiamiamola, “elemosina”, ma se in 122 hanno versato 23 milioni di Euro…. se l’avessero fatto in 940….?

Dove sta il benessere del Paese o la solidarietà, specialmente in epoca di “vacche magre?” E come si concilia l’ipocrisia che tutti guardano quel che fa l’altro e che nessuno guarda in casa propria? Tutto il Parlamento è da condannare: tutto. Come si fa a creare una Legge che offra una “montagna di soldi” alle Regioni e a tutti gli organismi che tengono a parametro gli appannaggi (+ benefit) dei parlamentari sino ad arrivare alla sentenza della Corte dei Conti che boccia (perchè incostituzionale) l’abbattimento dei super vitalizi o la decurtazione dei Costi della Politica? La soluzione è semplice: si voti la modifica alla Costituzione  e si faccia diventare Legge dello Stato il “tetto” degli emolumenti per parlamentari, CSM, Forze Armate, Consiglio di Stato, Regioni e Corte dei Conti.

Dove conviene, la Costituzione è “sacra e immodificabile”; dove la Costituzione fa il “bene del Popolo” (leggi diminuzione dei troppi oneri sul Cittadino) si fa nulla.Il Parlamento dovrebbe legiferare proprio per tagliare i costi a vantaggio di pochi e garantire il decoro all’intero Paese e alla Democrazia, sui pagamenti da effettuare. E non lasciare solo la gente comune a “scannarsi” con Contratti di Lavoro.

A “Radio anch’io” s’è poi parlato di retorica e di superficialità. S’è tirato in ballo l’esempio del prete che fa l’omelia a favore dei bambini, poi si scopre che il prete è pedofilo. Ci si è buttati a capo fitto su 10 disonesti che dovrebbero inficiare l’operato degli altri 112 del M5S – allora, sull’intero Parlamento, quanti sono i “disonesti?” (in essi ci mettiamo tutti i parlamentari indagati, quelli che hanno ottenuto l’assoluzione per decorrenza dei termini, quelli processati e ritenuti colpevoli e che sono stati “dirottati” in Parlamento con tanto di immunità parlamentare…e altri) che non meritano di stare lì a oltre 20.000 Euro al mese.

La risultanza, qual è? Che sia la Politica sia la Stampa, esaltando ed esacerbando la “pagliuzza” nell’occhio del M5S non guarda la “trave” dentro l’occhio in ciascuno degli altri Partiti.

Mettiamola sul pratico: a “tirare la volata” a Cipollini, si mettevano di buzzo buono i suoi gregari e non l’intero gruppo di corridori. Qui, a “tirare la volata” al M5S ci si mettono tutti i Partiti politici, pensando che la gente è “scema” e “si beve” ogni sproloquio.

Dicevamo in apertura a “qualcosa di allegro”. Filastrocca Bustocca: “a Mariàna la và in campagna con la sàpa e la cavagna; cul sapèn dadre dul cu e a Mariana la vegn ca pu” (la Marianna va in campagna, con la zappa e il cesto; con lo zappino dietro al sedere e la Marianna non arriva più a casa”)

Solo che la Marianna della filastrocca è proprio l’Italia. Ed è il Parlamento che non la fa più raccapezzare.

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