La “nuotatrice araba”
Quando “affogare” nel fanatismo non è una metafora!

La vicenda è, al tempo stesso, surreale, grottesca, incredibile e pure (quasi) comica, se non fosse (integralmente) tragica...

Luciano Landoni

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La vicenda è, al tempo stesso, surreale, grottesca, incredibile e pure (quasi)comica, se non fosse (integralmente)tragica.

Nel Mar Ligure, provincia di La Spezia, una donna araba coperta da un pesante burqa è entrata in acqua con la figlia.

Inevitabilmente, le vesti che coprivano da capo a piedi il corpo della donna si sono impregnate d’acqua e si sono così trasformate in una pesante zavorra che ha inabissato la malcapitata.

La bimba è stata salvata dal padre che si è completamente disinteressato della donna; quest’ultima, nonostante rischiasse di morire annegata, ha rifiutato l’aiuto di un bagnino che si era prontamente tuffato in acqua per trarla in salvo.

La “nuotatrice araba” è riuscita a salvarsi grazie al tempestivo e … alternativo intervento di una bagnina donna.

Insomma, la tragedia è stata sfiorata o, per essere più precisi, non è costata la vita alla “bagnante araba”.

Sì, perché è comunque tragico che una persona, negando ogni principio di buon senso e rifiutando la logica della ragione (o la ragione della logica, se preferite), metta a repentaglio la propria vita opponendosi a chi gliela vuole salvare perché uomo, ed è ancora più tragico che il marito della donna araba, per timore di vedere “disonorata” la propria moglie, abbia la pretesa che la stessa faccia il bagno “imprigionata” dal burqa con le ovvie conseguenze di cui sopra.

La notizia è stata riportata dal quotidiano “La Stampa” e ampiamente ripresa sul web.

L’ennesimo esempio di quanto l’ideologia religiosa musulmana sia la negazione non solo del vivere civile e delle più elementari regole che vigono nella società moderna (ne citiamo solo una: il rispetto delle donne), ma anche delle stesse leggi fisiche (come accidenti si può pensare di nuotare abbigliate con indumenti che impediscono e ostacolano i movimenti?).

Le recenti drammatiche e mortifere vicende che hanno insanguinato le strade di mezza Europa, diventate teatro di sfogo assassino della volontà omicida dei terroristi/ carnefici inumani del Califfato islamico, hanno riproposto in tutta la sua colossale evidenza l’insanabile contraddizione/contrapposizione fra l’ideologia religiosa musulmana e la società moderna tout court.

La prima è del tutto incompatibile con la seconda e la seconda non può continuare a tollerare passivamente la prima e a subirne le deliranti manifestazioni di fanatismo religioso!

Cosa avrebbe dovuto fare il bagnino?

Lasciare annegare la donna senza neanche tentare di salvarla, in nome del “rispetto” del credo religioso di quest’ultima?

E’ ancora pensabile/sopportabile, all’inizio del 3° Millennio, giustificare simili atteggiamenti?

E’ inutile e pericoloso continuare a negare la “guerra di religione” che gli umanoidi del Califfato islamico, impregnati fino al midollo di odio e violenza e del tutto svuotati di qualsivoglia residuo di umanità, hanno dichiarato alla società moderna.

Così come è ancora più inutile e più pericoloso fingere di ignorare gli strettissimi legami sussistenti fra questi assassini e i codici di comportamento imposti dall’osservanza di un credo religioso distante anni luce dalle regole di vita delle società laiche e moderne dell’Occidente.

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