A casa dello zio
Quando c’era il pozzo dell’acqua

A casa dello zio Aldo c'era il pozzo dell'acqua. Specie d'estate, ci si affacciava dal muretto per guardare giù, dove l'acqua scorreva adagio e mandava in alto il fresco del sottofondo...

Gianluigi Marcora

Busto Arsizio

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A casa dello zio Aldo c’era il pozzo dell’acqua. Specie d’estate, ci si affacciava dal muretto per guardare giù, dove l’acqua scorreva adagio e mandava in alto il fresco del sottofondo. Sentivi sempre qualcuno ad ammonire “sta tentù: il cò l’e pissè greu dul cù” (stai attento: la testa è più pesante del sedere).

L’attenzione degli adulti, affinché i ragazzi non si sporgessero troppo, era massima. Tanto che, nessuno è volato nel pozzo e l’unico “ad averne diritto” era il secchio, agganciato alla carrucola. Il divertimento per noi ragazzi stava proprio nel “manovrare” la carrucola. Senza la dovuta perizia, il secchio avrebbe ondeggiato e si sarebbe …svuotato nel tragitto di risalita.

Ci si scommetteva pure sulla “capacità di manovra” nell’eseguire l’operazione e la “sfida” era sempre sulla base dei “bugèti” (biglie di vetro o di terracotta colorata) o dei “fugùiti” (figurine….quasi sempre di calciatori o dei personaggi del libro Cuore). Si divertivano pure gli adulti ad ammirare gli “equilibristi del secchio” e sotto sotto, quel divertimento permetteva loro (agli adulti) di faticare meno.

Qualche problema arrivava col cambio di stagione (come sta avvenendo ora): siccome ci si bagnava nella gradita esecuzione dell’approvvigionamento dell’acqua, quando cominciava a far freddo si rischiava un raffreddore o un cambio di vestiti inzuppati d’acqua. Le mamme erano in agguato.

Quel pozzo non c’è più. Aveva pure un altro fascino. Una volta coperto con un enorme foglio di latta, il pozzo diventava un “rifugio” per gli innamorati. Sul bordo si sedevano “mùusa e mùusu” (fidanzata e fidanzato) e sotto l’occhio vigile (sempre) di qualche “testimone” i due si parlavano. A proposito: un detto per la situazione era proprio questo. Non si diceva che due persone si erano fidanzati, ma si sciorinava il detto “s’à parlàn” (si parlano) come se, senza il fidanzamento ufficiale, i due non dovessero parlarsi.

Quando si era al “s’à parlàn” voleva dire che la promessa di matrimonio era eseguita e che la quasi indissolubilità della coppia era conclamata. Molto raramente (ma succedeva, perbacco), due persone che “s’à parlàn” potevano anche rompere la “promessa”, ma qui si dovevano giustificare le sacrosante ragioni coi familiari che esercitavano una specie di “prelazione” nell’approfondire il motivo dello scioglimento della “promessa”. Diciamolo subito: si manifestava pure una specie di “inquisizione” per stabilire se (magari) s’è “consumato” prima del matrimonio o se durante il “s’à parlàn” ci si era spinti più in là (e quanto).

Non è che si viveva in una società bigotta, ma i genitori della ragazza dicevano “mèi stò ai prim dogn” (meglio stare ai primi danni) sia per la moralità della ragazza stessa sia per il fatto che (allora) una ragazza che “cedeva” alle lusinghe del ragazzo (e non era più vergine), era una poco di buono, mentre il ragazzo era semplicemente un “cacciatore” ed era quasi legittimo, lecito che lui osasse e lei …. subisse (???).

Altri tempi, si dirà. Tuttavia, quegli “altri tempi” sono appena trascorsi e si arriva a cantare come fa la Nannini “fammi l’amore” che, negli “altri tempi” era considerata una bestemmia. C’è però un dato che lo si è scoperto in tempi più recenti: allora c’erano più figli nati fuori dal matrimonio, rispetto ad ora. Un “caso” che fece la storia è il famoso “gradisca” riservato al Re del Regno, Vittorio Emanuele II° che nelle “visite” ai sudditi per le campagne del Circondario, incontrando le belle “sposotte” (ma pure le donzelle) si sentiva dire ….gradisca.  E la Storia non documentava tutte le volte che il “buon Re” ….gradiva.

Torniamo al pozzo di zio Aldo…. mi vengono in mente “chiare, fresche e dolci acque” e “acqua azzurra, acqua chiara” e pure la strofa della stessa canzone che dice “con le mani voglio finalmente bere“. Altro che acqua minerale.

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