Ribadisco che “l’orgoglio di Busto” non c’entra nulla
Quando il rimedio è peggiore del male

La pantomima messa in atto in Consiglio comunale a Busto Arsizio con Gianluca Castiglioni e Massimo Brugnone sulla ipotetica vendita delle azioni SEA trova un epilogo sbagliato. “La medicina è peggiore del male”...

Gianluigi Marcora

Busto Arsizio

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La pantomima messa in atto in Consiglio comunale a Busto Arsizio con Gianluca Castiglioni e Massimo Brugnone sulla ipotetica vendita delle azioni SEA trova un epilogo sbagliato dove “la medicina è peggiore del male“. Si attribuisce alle rimostranze di Gianfranco Bottini il “merito” di avere stoppato il Sindaco, Antonelli nella sua azione di vendere lo 0.055% delle azioni SEA che avrebbe fruttato 600.000 Euro.

Ha fatto bene il Sindaco a rimarcare l’utilità dell’eventuale vendita e il “passo indietro” effettuato dopo che taluni (Farioli, in primis) pur essendo d’accordo in un primo tempo con Antonelli, hanno consigliato al Sindaco di ravvedersi  dall’azione. Non solo: il Sindaco ha ribadito che “nei verbali di commissione era tutto scritto e voi dell’Opposizione non avete obiettato nulla“. In Politica, chi non obietta è consenziente. Poi, si insiste sulla… nostalgia dei vecchi Bustocchi lungimiranti e “illuminati” che hanno inventato l’aeroporto in brughiera costituendo la “Aeroporto di Busto SpA” nel 1948 e che cinque anni dopo hanno venduto al Comune di Milano.

Quindi, la SEA (Società Esercizi Aeroportuale) con la “Aeroporto di Busto SpA” ha nulla a che vedere e il vero “affare” l’hanno fatto QUEI Bustocchi e non QUESTI Bustocchi che reclamano l’appartenenza dello scalo attuale diventato una grandiosità.

Ѐ come se i vecchi azionisti della Costa Crociere reclamassero un qualsiasi diritto su una Società nata e sviluppata in Italia, ora di proprietà degli Americani. Di italiano, in Costa Crociere c’è solo il nome, al pari che dell’Aeroporto di Busto SpA con SEA c’è solo la “stele” ben marcata nello stesso scalo.

Si vuol comprendere o no che lo 0.055% delle azioni SEA non difende affatto il “buon nome” di Busto Arsizio e degli “illuminati” Bustocchi che allora si proposero per una semplice iniziativa commerciale?

Bottini ha perorato la sua causa e lo rispetto. Tuttavia, lui conosce la storia della “Aeroporto di Busto SpA” e non può sottacere che qui l’orgoglio di Busto c’entra proprio nulla; Brugnone, invece, dovrebbe documentarsi meglio e il “capire cosa abbia portato il Sindaco a vendere le quote” lo dovrebbe leggere nel verbale di Commissione che contiene le risposte di cui ha bisogno.

Noi propendemmo per la vendita e ne siamo tuttora convinti. Lo testimonia pure la dichiarazione del “sette volte” Sindaco Gian Pietro Rossi che non si scagliò sull’iniziativa, ma da buon politico evocò JFK e il “benvenuto” che gli tributò allora. Fosse contrario all’iniziativa, Rossi avrebbe “mangiato” Antonelli e avrebbe fatto una strenua difesa per mantenere lo “striminzito” 0.055% di azioni SEA (società di gestione dell’aeroporto).

Poi ci si è messa la Senatrice D’Adda e ci si è messo pure l’ex Ministro Speroni: proprio da queste due opposte dichiarazioni ci sta la “chiave politica” delle decisioni. Il che vuol dire: ognuno difende il proprio Partito di appartenenza, utilizzando pure la… nostalgia.

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