Uno 0,055% che fa discutere
Quando la necessità incombe

La gente si accalora su una questione importante quel è la vendita delle azioni SEA da parte del Comune di Busto Arsizio per "due lire" secondo Gianfranco Bottini o per "far cassa" secondo altri. A "innescare la miccia", da par suo, ci ha pensato il Sen. Gian Pietro Rossi...

Gianluigi Marcora

Busto Arsizio

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La gente si accalora su una questione importante quel è la vendita delle azioni SEA da parte del Comune di Busto Arsizio per “due lire” secondo Gianfranco Bottini o per “far cassa” secondo altri. A “innescare la miccia”, da par suo, ci ha pensato il Sen. Gian Pietro Rossi che ha ricordato la presenza di JFK allo scalo dell’Aeroporto di Busto Arsizio il 30 giugno del 1963.

A commentare per primo il fatto è L’Abruzzi in Facebook a cui abbiamo risposto, dopo aver analizzato l’intervista di Rossi a Prealpina. L’illustre uomo politico, dall’alto della sua esperienza e della sua sagacia non ha affatto condannato la decisione del Sindaco, Emanuele Antonelli. L’ha invece arricchita e l’ha intrisa di nostalgia. Senza, tuttavia, dar corpo ad alcuna polemica. Rossi, quando parla è esplicito (sì sì, no no, come dice il Vangelo). In questo caso, Rossi s’è rammaricato dell’evento, ma non si è dimostrato contrario “ormai contavamo niente, ma un occhio sul mondo l’avrei tenuto“, ma pure “oggi c’è una politica diversa” e, nei confronti di Antonelli “sui conti non metto becco, l’esperto è lui“.

Sabba è intervenuto per “pizzicare” L’Abruzzi, ma la polemica fra i due non ci interessa. Molto interessanti, invece, le dichiarazioni dell’ex Sindaco di Busto Arsizio, Gigi Farioli e del Presidente dell’Associazione “Aeroporti Lombardi”, Roger Zanesco che si definisce “stupito e amareggiato” e parla di “abiura delle origini dell’aeroporto  e della sua storia”. Incalza Zanesco con un “quando vendi le tue radici sei davvero arrivato alla frutta” e catechizza che “un buon amministratore deve avere una mano al portafogli e una sul cuore”.

Gigi Farioli è più pragmatico. Non commento lo “sdegno” e nemmeno la “nostalgia” del Sen. Rossi, anche perché lo “sdegno” non s’è visto e la “nostalgia” fa parte del tempo che passa e dell’emotività personale. Farioli fa un’affermazione che deve far riflettere tutti: favorevoli e contrari alla decisione di Antonelli.

Eccola testualmente: “Gli stessi imprenditori che 70 anni fa crearono Malpensa (Aeroporto di Busto Arsizio, successivamente Malpensa) fecero un passo indietro per lasciare che Milano investisse e fosse il playmaker“. Incalza Farioli “Antonelli e i suoi Assessori non hanno voluto vendere la storia e nemmeno rinunciato a fare di Busto una città con le ali; lo conferma l’appuntamento del prossimo 20 settembre a Malpensa Fiere“.

Analizziamo dunque il “contenuto” delle differenti versioni.  Le “due lire“, Gianfranco Bottini, le hanno incassate gli “inventori” dell’allora Aeroporto di Busto Arsizio per far diventare Malpensa Aeroporto Intercontinentale Città di Milano, poi hub, non la vendita dello 0,055% delle azioni SEA. L’affare l’hanno fiutato gli “inventori” di allora quando hanno venduto a Milano le loro quote azionarie. Le avessero tenute, oggi non si parlerebbe dello 0,055% venduto. La “storia” sarebbe intatta e l’orgoglio di Busto, pure.

Zanesco non deve “fasciarsi la testa” per un atto amministrativo che (magari) servirà (come dice Farioli) per “rivedere le scelte sulle tariffe cimiteriali“. L’onore di Busto Arsizio sta nel cippo marmoreo presente in Malpensa; quello sicuramente deve essere difeso e protetto di fronte all’incalzare del tempo.

Se (come dice Farioli) persiste il Patto di Stabilità e le rimesse dello Stato ai Comuni virtuosi si assottigliano sempre più, “da qualche parte” i soldi per governare si devono prendere. O no? caro amico Zanesco.

Non siamo alla “frutta” e vogliamo pensare all’inizio della Resurrezione e non allo sfascio delle buone azioni. Mi va di metter qui un ricordo personale di quand’ero ragazzo: mamma e papà discutevano della spesa da fare. Mamma dice “occorre comprare la carne, ma i soldi non bastano”. Papà, col cuore affranto “va bene, oggi si mangia polenta… due uova le nostre galline le avranno fatte”. Fate pure spallucce amici contestatori, ma quando la necessità incombe si deve utilizzare l’ingegno. Ora è il momento.

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