TEATRANDO PRESENTA
“Quanto dura il tuo Carnevale?”

Il Carnevale è alle porte e questo ha spinto i ragazzi della Cooperativa Progetto Promozione Lavoro a cogliere l’occasione per riflettere, insieme ai ragazzi di altre comunità, sul tema delle maschere che tutti indossiamo ogni giorno all’interno della nostra società

Loretta Girola

olgiate olona

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Il Carnevale è alle porte e questo ha spinto i ragazzi della Cooperativa Progetto Promozione Lavoro a cogliere l’occasione per riflettere, insieme ai ragazzi di altre comunità, sul tema delle maschere che tutti indossiamo ogni giorno all’interno della nostra società. “Teatrando presenta “Quanto dura il tuo Carnevale?” – spiegano i rappresentanti della cooperativa Progetto Promozione Lavoro – si tratta di un progetto, finanziato dalla Fondazione Comunitaria del Varesotto, che coinvolge 30 persone diversamente abili della nostra cooperativa di Arca88 di Olgiate Comasco e della Brugnoli Tosi di Busto Arsizio, dando loro la possibilità di esprimersi in completa libertà.

Si tratta di un progetto basato sulla “Possibilità”: la possibilità di dire la propria, di riflettere e far riflettere, di scegliere, di parlare e, soprattutto, di stupire “provocando” e generando domande nell’osservatore, e che impatta con lo stesso attraverso gli spettacoli teatrali e, questa volta, attraverso un evento che per molti è parte del quotidiano, ma per alcuni è inusuale, il web.

“Quanto dura il tuo carnevale?” è una provocazione rivolta al mondo delle “maschere”, dell’apparire, delle menzogne, della performance, del necessariamente bello, del perfetto; un mondo “creato” non per tutti, e dal quale alcuni vogliono stare alla larga.

I nostri 30 artisti hanno riflettuto intorno al tavolo di una sperimentata Z.T.L., zona temporaneamente libera, su cosa sia una “maschera”, e, indossando abiti “nuovi” e rivolgendosi agli spettatori del web, che spesso rincorrono influencer poco “veri”, hanno voluto suscitare riflessioni, non solo nell’ambito educativo.

“Quanto dura il tuo Carnevale?” ha molteplici obbiettivi, non solo dare la possibilità a persone diversamente abili di riflettere e dire la propria, ma anche fare in modo che tutti i naviganti che vi si imbattono riflettano sull’eticità del fare, per un mondo educativamente migliore; per spiegare loro che è possibile vedere il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto.

A fare da “sottofondo” a questo progetto è stata scelta “Paname”, storico pezzo dei Litfiba, che contiene una frase che abbiamo considerato importante e significativa: “c’è chi danza e chi canta, siamo gli angeli, vogliamo vendetta, cherie cherie, per questo inferno”.

Chi volesse vedere il risultato del lavoro dei ragazzi, ammirando questo inusuale progetto, può cercare la pagina facebook ad esso dedicata, o guardarlo direttamente qui”.

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