Mosaico
Quel che nessuno dice e che tutti sanno…

La domanda è: chi vuole il "ribaltone" cioè un Sindaco leghista a Busto Arsizio?...

Gianluigi Marcora

BUSTO ARSIZIO

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Quel che nessuno dice e che tutti sanno. Meglio discuterne, per chiarire. Soprattutto in virtù delle dichiarazioni del Segretario Provinciale della Lega e Deputato, Matteo Bianchi, sul “futuro politico” di Busto Arsizio e di Gallarate.

Cominciamo da Busto Arsizio. C’è chi paventa un “ribaltone” non tanto alla poltrona di Antonelli, quanto invece in prospettiva, magari nel 2021 visto che mancano 18 mesi alla scadenza del mandato. La domanda è: chi vuole il “ribaltone” cioè un Sindaco leghista a Busto Arsizio? Dice giustamente Bianchi che furono i Cittadini di Busto Arsizio a volere Emanuele Antonelli Sindaco, in prima battuta, senza bisogno di ulteriore ballottaggio. Addirittura, i voti della leghista Paola Reguzzoni con l’aggiunta dei voti del terzo candidato Sindaco, Eugenio Vignati non “coprirono” quelli di Emanuele Antonelli, nonostante l’appoggio incondizionato (si disse) di Matteo Salvini che, allora, venne a Busto in soccorso della candidata della Lega.

Per dire che il Matteo Salvini ora leader della Lega e Segretario Nazionale, a Busto Arsizio non è amato. Vogliamo dire il perché? Busto Arsizio è diventata leghista per “mano” di Bossi… Umberto Bossi. Tanto che “elesse” suo fido in Provincia e in Parlamento, Marco Reguzzoni, fratello di Paola e fido portavoce del “verbo” del cosiddetto “senatur” che portò la Lega (quella che propugnava il Nord) ai vertici della Politica Nazionale. Le vicende che si susseguirono in casa Lega, che hanno “interessato” la Magistratura, hanno messo in evidenza l’ascesa politica di Salvini che ha esteso il nome Lega all’intero territorio Nazionale (togliendo dal marchio il Nord) e che, sempre Salvini, ha misconosciuto le sue stesse dichiarazioni andando ad abbracciare un Sud a suo tempo odiato e vilipeso, incredulo da tanta… riconoscenza.

Figuriamoci poi Salvini al Governo… chi ricorda più i fatti e i misfatti della Lega di Bossi, del “trota”, di Belsito e di Salvini stesso che s’è visto appioppare un’enorme fortuna di “rimborsi elettorali” non dovuti e che ha giurato (cioè, gliel’hanno concesso – sic) di restituire in 80 anni ben 49 milioni di Euro… spariti dalle casse della Lega (ancora sic).

Torniamo a noi. A Busto Arsizio, la Lega “respira” tuttora l’aria di Bossi. L’Umberto, nonostante i suoi errori (sic) ha “inventato” la Lega, l’ha costruita a sua immagine, l’ha fatta prosperare e ha dato ai nuovi arrivati (Salvini compreso) l’opportunità di scalare le alte vette della Politica italiana. Addirittura, la Lega di Bossi ha “scalzato” Forza Italia di Berlusconi, sino al punto di far dire a Salvini pubblicamente “chi di noi tre (Berlusconi, Meloni, Salvini) prende più voti diventa Capo del Governo“. E sappiamo tutti come è andata e finire.

Oggi, Bianchi prende tempo. Sa che Antonelli si ricandida (o glielo chiedono, come hanno fatto per la Provincia) per tenersi la carica di Sindaco e sa che non c’è un’alternativa adeguata da anteporre ad Antonelli. Con Salvini – poi – inviso alla corrente Bossi, non si intravvede come si possa pretendere un leghista Sindaco a Busto Arsizio. Isabella Tovaglieri?… Lei è per Salvini e a Busto Arsizio il Segretario leghista è Francesco Speroni, subentrato ad altri omologhi sempre di stampo bossiano.

Due righe su Andrea Cassani, Sindaco di Gallarate a cui Bianchi dedica poco spazio. Cassani è diventato Sindaco per “pareggiare” i conti con Busto Arsizio. Siccome qui, la Lega non ha avuto gioco, almeno là (a Gallarate) si doveva pareggiare il conto, altrimenti, gli equilibri si sarebbero rotti. Intanto, gli “avversari” politici tentano una strategia… come accadde a Valerio Mariani, del PD, che per “errore” è stato eletto Presidente del Consiglio comunale in Busto Arsizio al posto del conclamato e “certo” già Sindaco, Gigi Farioli (Forza Italia).

Vediamo come si mette a posto il… mosaico.

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