LE MINORANZE CHIEDONO LA SFIDUCIA DEL SINDACO
“Questa mozione è una scossa politica”

È stata discussa durante l’ultimo consiglio comunale la mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco Mirella Cerini firmata dai consiglieri di minoranza, che da tempo lamentano innanzitutto una poca chiarezza e una mancanza di trasparenza da parte dell’attuale Amministrazione riguardo a moltissimi temi della vita amministrativa

Loretta Girola

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È stata discussa durante l’ultimo consiglio comunale la mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco Mirella Cerini firmata dai consiglieri di minoranza, che da tempo lamentano innanzitutto una poca chiarezza e una mancanza di trasparenza da parte dell’attuale Amministrazione riguardo a moltissimi temi della vita amministrativa.

LA MOZIONE

Sulla mozione firmata da Mino Caputo, Marinella Colombo, Paolo Colombo, Giovanni Manelli, Michele Palazzo e Angelo Soragni, infatti, si può leggere: “che l’operato del Sindaco Mirella Cerini dall’inizio della sua amministrazione è stato caratterizzato da pesanti inadempienze in relazione soprattutto alla trasparenza e alla correttezza dei rapporti con le minoranze e coi cittadini; l’azione politico amministrativa si senza coinvolgere tutte le parti politiche e la cittadinanza ma, comunicando, solo quando è indispensabile, le decisioni prese dal Sindaco in una logica di disprezzo della correttezza e del rispetto delle parti.
Il Consiglio Comunale non può ancora assistere passivamente ad un a cosi palese mancanza di rispetto nei confronti della comunità, dei cittadini e dei consiglieri”.
Sono molti i temi che hanno spinto i consiglieri a presentare la mozione, e uno di questi è sicuramente il lungo intervallo di tempo trascorso tra le dimissioni dell’amministratore unico di CSP e la decisione del Sindaco di renderle pubbliche.

LE RAGIONI DELLE MINORANZE

“Sin dall’inizio abbiamo intrapreso questo percorso cercando di essere propositivi – ha commentato il consigliere Paolo Colombo – ma di fronte a noi abbiamo trovato solo un atteggiamento di chiusura a riccio; avremmo voluto conoscere meglio, e maggiormente, come viene gestita la nostra città, ma questo non è stato possibile.
Il vostro atteggiamento è caratterizzato da esclusione e chiusura; il vostro gruppo si chiama Partecipiamo, ma al massimo partecipate tra di voi, al vostro interno, la città si merita un gruppo più trasversale”.
“L’appunto che stiamo facendo è rivolto a tutta la maggioranza – ha sottolineato Mino Caputo – il Sindaco è solo preso come riferimento; più di una volta ho suggerito un cambio di rotto, spiegando come per agire per l’interesse dell’intera comunità sia necessario ascoltare i pareri di tutti, e solo dopo averli sentiti prendere la propria decisione.
Qui, purtroppo, questo non avviene, non ci si siede mai al tavolo per il confronto, ed è una grave mancanza di rispetto istituzionale”.

“Sono trascorsi tre anni dall’insediamento – ha proseguito Angelo Soragni – e per quanto riguarda la normale amministrazione siamo veramente messi male, e, dopo sopralluoghi con il Sindaco Cerini e con i suoi assessori, nei quali abbiamo segnalato l’inadeguatezza del servizio di pulizia del territorio nulla è cambiato.
Non abbiamo visto dopo 3 anni un progetto illuminato sul futuro di Castellanza e tutti i grandi temi da affrontare per rendere bella Castellanza rimangono fermi nel cassetto, non vengono prese decisioni concrete.
Il nostro Sindaco splende solo nell’apparire a qualsiasi manifestazione che la porti a mettersi in mostra. Vogliamo meno cerimonie e più sostanza. A nostro avviso sono stati sprecati tre anni”.

“Il vostro è un atteggiamento arrogante – ha spiegato Michele Palazzo – sono stati tre anni di cose non dette e scoperte solo dalla stampa; anche per quanto riguarda le dimissioni del Dottor Veronelli è successa la stessa cosa, le abbiamo dovute apprendere dai giornali nonostante le fatte che esse siano state comunicate al Sindaco la mattina del 29 marzo, giorno nel quale in serata ha avuto luogo il consiglio comunale.
Avrebbe potuto dircelo in quell’occasione, ma la scelta è stata, come sempre avviene, ben diversa”.
“All’ultima riunione dei capigruppo non sapevate nemmeno quali commissioni avevamo chiesto di convocare – ha concluso Marinella Colombo – ulteriore testimonianza della vostra mancanza di volontà di fare informazione e di essere trasparenti.
Questa mozione è una scossa politica per far capire a tutti che così non si può più andare avanti, è fondamentale cambiare”.

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