I NUMERI DELLE AGRO MAFIE
Raccapricciante!

Gianluigi Marcora

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Raccapricciante! Ho sentito poco fa a "Restate scomodi" (trasmissione RAI 1), il colloquio della conduttrice con Giancarlo Caselli ex Procuratore della Repubblica e attualmente responsabile della Coldiretti in materia di AGRO MAFIE. Cifre alla mano, l'appannaggio della MAFIA per il 2015 costa al Contribuente 16 miliardi di Euro. E tra pochi giorni, verrà presentato il conto per il 2016. Lo stupore della conduttrice della trasmissione ha voluto che il Dr. Caselli ripetesse la cifra. Non solo: Caselli ha detto che da cinque anni ad oggi, "la cifra è sempre più in aumento" e che una volta, la MAFIA "interveniva con le materie forti e ne lmondo rurale: oggi lo fa coi colletti bianchi, specie nei mercati dove si tratta il problema Alimentare, nella Ristorazione, nella Distribuzione di ogni tipo di derrata".
 
Le AGRO MAFIE operano in ogni settore e "comandano i prezzi, utilizzando non solo l'import-export, ma addirittura pilotando il prodotto stesso, a partire dai tipi di terreno dove il prodotto deve essere seminato". Ciò che è gravissimo è che "si utilizzano le intemperie per calmierare i prezzi. Attenzione: calmierare vuol dire "stabilire il prezzo più alto, da parte dell'Autorità, delle merci (specie quelle al minuto), al di sopra del quale non si deve andare". Caselli – tuttavia – l'ha detto chiaro e tondo: "non solo si interviene sulla qualità del prodotto, come per l'olio o il vino, ma si innescano i vari rincari in base alle calamità naturali".
 
Quello dell'olio "mischiato" o dell'olio proveniente da Tunisia, Marocco, Spagna, venduto per extra vergine d'oliva, rappresenta un danno enorme per la Coldiretti, ma è un "mostruoso affare" per le Mafie che non hanno scrupolo sia per i "diritti dei Lavoratori" sia per la qualità dell'olio (a volte nocivo per la salute) che non è assolutamente rispettoso di quel che appare sull'etichetta".
Affermazioni gravissime. Il Cittadino è sconcertato e si chiede: "che fare?". Al di là della solita retorica che qui nemmeno vogliamo citare, il Cittadino deve "pretendere" un'etichetta veritiera e punire severamente le Case Produttrici che dichiarano voci fasulle sul prodotto. Poi c'è la tracciabilità del prodotto da tutelare e ci sono i Servizi Speciali (ad esempio i NAS) che vanno potenziati nell'organico.
 
Nell'Agro Alimentare – poi – c'è il made in Italy che fa gola alla Mafia e riguarda non solo il mercato interno, ma coinvolge pure quello Internazionale: falsi prodotti "targati" made in Italy provenienti da fuori (pomodori dalla Cina, ad esempio) o formaggi acquistati qui e là nel mondo, poi confezionati in Italia con etichettatura di prodotto italiano.
Non ha aggiunto altro il Dr. Caselli. Ha concluso la "requisitoria" con un laconico "quest'anno andremo benoltre i 16 miliardi di Euro nelle AGRO MAFIE", ma un Cittadino qualsiasi che deve ipotizzare? Magari si torni all'obbligo di etichettatura "alla fonte" di ogni prodotto e, quando si tratta di prodotti (tutti) provenienti dall'estero si deve semplicemente scrivere "proveniente da…" con tanto di documenti accompagnatori.
 
La Mafia però non rilascia Bolle di Accompagnamento e men che meno Fatture, ma (oltre alla connivenza), la Mafia trova sempre il modo di "piazzare" derrate alimentari, dove vuole e determinare i prezzi senza avere "pietà" dei produttori, cioè i Contadini. Al di là di tutto, qualcosa si può fare contro lo strapotere delle AGRO MAFIE: quando un prodotto costa troppo, denunciare all'Autorità il prezzo esposto e, oltre a NON acquistare il prodotto, ribellarsi alla "scusa" delle intemperie e fidarsi solo delle etichette con scritto made in Italy con tanto di tracciabilità del "percorso" del prodotto. "Mangiare si deve" – ha concluso Caselli "ma le AGRO MAFIE vanno combattute". Ultima riflessione (nostra): le MAFIE stanno a Roma e chi fa le Leggi (Parlamento) sa dove attaccarsi per far scaturire una "provvigione" a proprio favore. Si scoprono tanti sotterfugi e tanti intrallazzi: come mai con le AGRO MAFIE si va avanti come nulla fosse? Mah!

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