TRADIZIONALE CENA CON LE PENNE NERE PRIMA DEL RIENTRO
I ragazzini di Chernobyl accolti dagli Alpini

I ragazzini ucraini portati in Italia dall'associazione Aubam Onlus, per un periodo di vacanza rigenerante, hanno fatto rientro nel loro Paese. Nell'ultima serata hanno ricevuto il caloroso saluto delle Penne Nere

Silvia Bellezza

BUSTO ARSIZIO

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I bambini provenienti dalla zona di Chernobyl, dopo tre settimane di vacanza rigenerante in Italia che li ha aiutati a liberare l’organismo dalle sostanze radioattive ancora presenti nei luoghi d’origine, hanno fatto rientro nel loro Paese.

Come da tradizione, ormai da diversi anni, il loro soggiorno si è concluso con una cena organizzata dal gruppo Alpini di Busto Arsizio che li hanno accolti, nella loro sede in Villa Ottolini-Tosi, nella serata di venerdì. La cena, a base di hamburger e patatine, si è svolta insieme a tutte le famiglie ospitanti e si è aperta con la cerimonia dell’alzabandiera e l’esecuzione dei due inni, italiano ed ucraino.

È seguito un piccolo scambio di doni, spiega il capogruppo degli Alpini Franco Montalto: “Abbiamo regalato loro un braccialetto di fili intrecciati con i colori delle nostre rispettive bandiere”. Molto positivo il bilancio di questa vacanza, conferma Antonio Tosi, presidente di Aubam, l’associazione Onlus che organizza il soggiorno italiano. Entusiaste le famiglie, Marco e Cristina  hanno testimoniato la loro esperienza: “Per noi è stato il primo anno, inizialmente avevo qualche dubbio ma mi sono dovuto ricredere –  racconta  Marco –. Abbiamo accolto Liza, una bambina di 7 anni che è arrivata per la prima volta in Italia e si è ambientata subito bene”.

Tra le giornate più belle di questo soggiorno, che ha compreso anche una vacanza ad Alassio, il laboratorio a Somma Lombardo, “Radici nel fiume” durante il quale i ragazzini si sono divertiti a realizzare aquiloni e barchette con materiali riciclabili.

L’appuntamento è già rinnovato per la prossima estate. Prima di ripartire, nella giornata di domenica, hanno promesso di rimanere in contatto con genitori, nonni e fratelli “adottivi” per tutto  il resto dell’anno.

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