Trentaduenne originario di Busto
Rapinatore seriale finisce in carcere

Nonostante fosse agli arresti domiciliari per una rapina precedentemente compiuta, a luglio dell’anno scorso un 32enne originario di Busto Arsizio ha colpito nel giro di un mese tre farmacie e un supermercato tra Gorla Minore e Gorla Maggiore. Ora si trova in carcere

Busto Arsizio

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Nonostante fosse agli arresti domiciliari per una rapina precedentemente compiuta, a luglio dell’anno scorso un 32enne originario di Busto Arsizio ha colpito nel giro di un mese tre farmacie e un supermercato tra Gorla Minore e Gorla Maggiore. Rapine, tutte a mano armata, con una pistola semiautomatica, che hanno fruttato al 32enne un bottino totale di circa 4.500 euro. Soggetto che ora si trova in carcere dopo l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Busto su disposizione della Procura.

A portare il latitante dietro le sbarre sono stati i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Saronno.

Il rapinatore agiva da solo. Giungeva sull’obiettivo a bordo di una Fiat Croma con targa rubata e, armato di pistola, faceva irruzione all’interno dei locali e se ne andava col bottino. La spavalderia con la quale si muoveva il bandito, a volto scoperto o parzialmente travisato da un cappellino, hanno fatto subito pensare ai militari che non si trattasse di un residente dei paesi valligiani ma di un soggetto che provenisse da fuori.

Con un disegno tracciato sulla cartina geografica, è stata “mappata” la direzione di fuga che l’uomo sceglieva per dileguarsi dopo i colpi. Inoltre, i militari di Saronno hanno localizzato le auto che di volta in volta subivano l’asportazione della targa apposta su quella originale della Fiat Croma. Lavoro che ha sortito gli effetti sperati e che ha portato i carabinieri ad individuare una particolare zona di Busto Arsizio dove risiedeva il 32enne. A quel punto la fotografia segnaletica dell’uomo è stata sottoposta alla visione delle vittime, che di volta in volta l’hanno riconosciuto.

A questo punto s’è iniziata un’attività di monitoraggio del trentaduenne che, poiché già sottoposto agli arresti domiciliari, è stato arrestato in flagranza di evasione. S’è poi accertato che la Fiat Croma usata per le rapine era di proprietà della suocera e i Ris di Parma, cui è stata richiesta una comparazione antropometrica con i dati somatici dell’indagato, hanno verificato che il rapinatore e l’evasore erano la stessa persona.

A questo punto, il Gip di Busto Arsizio, su richiesta della Procura, ha provveduto a far incarcerare l’uomo con le accuse di rapina, ricettazione delle targhe rubate, evasione e porto abusivo di pistola.

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