Celebrato il 205° anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri
“Noi rappresentiamo oggi come ieri onore, giustizia e verità”

Una piccola folla di castellanzesi ha fatto da gioioso corollario alla festa organizzata dalla sezione cittadina dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo, presieduta da Mario Lombardi

Luciano Landoni

CASTELLANZA

Pubblicato il:

Stampa questo articolo

Fra i numerosi sondaggi che vengono periodicamente effettuati per cogliere gli umori della società civile in merito al livello di accettazione/stima delle istituzioni agli occhi della cosiddetta opinione pubblica c’è una specie di costante che certifica quanto l’Arma dei Carabinieri goda della incondizionata fiducia e della grande simpatia della popolazione italiana.

Se n’è avuta la piena conferma in occasione della cerimonia per il 205° anniversario della fondazione dell’Arma (avvenuta nel 1814) che si è svolta a Castellanza sabato pomeriggio.

Una piccola folla di castellanzesi ha fatto da gioioso corollario alla festa organizzata  dalla sezione cittadina dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo, presieduta da Mario Lombardi.

Alla presenza delle autorità civili e militari della zona – il sindaco di Castellanza Mirella Cerini, il comandante della stazione locale luogotenente Salvatore Penza e il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Busto Arsizio maggiore Marco D’Aleo – la celebrazione ha avuto inizio al monumento dedicato ai Carabinieri nel parco di viale Rimembranze con l’alzabandiera, l’inno nazionale e la deposizione di una corona in memoria dei caduti dell’Arma.

Immediatamente dopo,  il corteo si è diretto verso la chiesa di San Giulio, dov’è stata celebrata la Messa.

«Di anno in anno ci spostiamo sul territorio con questa cerimonia. L’anno scorso si era tenuta a Cassano Magnago e questa volta è stata Castellanza a ospitarla – ha detto il maggiore Marco D’Aleo –. Abbiamo voluto un evento improntato alla massima semplicità. I carabinieri di oggi sono gli stessi del 1814 e come allora profondono coraggio e dedizione per questa istituzione. Sempre meno si sentono parole come onore, giustizia e verità. I carabinieri da 205 anni rappresentano tutto questo».

Don Gianni Giudici ha sottolineato che «siamo tutti chiamati al bene comune e a far parte della società, che sia militare o civile, ciascuno secondo il proprio ruolo. I carabinieri sono appunto paladini del bene comune e non a caso hanno sul cappello una fiamma come quella che discese sui discepoli nel giorno di Pentecoste, anche se nel caso dell’Arma non rappresenta lo Spirito Santo. Noi tutti – ha aggiunto – dobbiamo essere grati ai rappresentanti delle forze dell’ordine per il servizio che svolgono finalizzato alla protezione della comunità; i Carabinieri, però, suscitano in noi sentimenti di fiducia, simpatia e confidenza reciproca».

Secondo il parroco, «il fatto che i carabinieri celebrino anche con una Messa il loro 205° anniversario significa che noi facciamo del nostro meglio, ma talvolta abbiamo bisogno dell’intervento di qualcuno più in alto. Ringraziamo Dio per il dono degli uomini e delle donne che si mettono a servizio del bene della collettività ed esprimiamo ai carabinieri la nostra gratitudine per tutto ciò che fanno».

Copyright @2019