LE EMOZIONI DEL PARISI-DAY
Re Carlo: “Busto, grazie di tutto!” / Le foto del Parisi Day

Il ritorno (da avversario, ma è un dettaglio) di Carlo Parisi al PalaYamamay ci ha mostrato il lato bello dello sport. Gli Amici delle Farfalle: “Tu... la nostra storia... Grazie Carlo!”

GIOGARA

Igor Mutinari

BUSTO ARSIZIO

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“È stata una giornata impegnativa sotto tutti i punti di vista – le prime parole di Carlo Parisi nell’immediato post partita ho provato una serie di emozioni che mi hanno accompagnato man mano mi avvicinavo alla partita. Il match così tirato ha prosciugato energie fisiche e mentali, ma è una vittoria importante su un campo davvero difficile, e io lo so bene”. Carlo Parisi non può essere considerato un avversario al pari degli altri per il pubblico bustocco. O meglio, non può comunque essere considerato un avversario anche se siede sulla panchina “sbagliata”. Coach Triplete nel 2004 prese una squadra appena nata, che navigava a vista tra A1 e A2 per portarla nell’Olimpo del volley nazionale e continentale: uno scudetto, una Coppa Italia, due Coppe Cev, una finale di Champions League, undici anni a Busto. Sono solo numeri, importanti, ma numeri, che non raccontano appieno il legame viscerale tra l’allenatore calabrese e la piazza bustocca. Con Busto ha vissuto la A2, gli anni dei trionfi e quelli successivi, forse i più difficili. Un carattere riservato, ma un grande lavoratore in palestra, un Signore del volley, che per sempre resterà nella storia sportiva di Busto. Non ce ne voglia Mencarelli, persona di rara intelligenza, se per una volta al PalaYamamay un allenatore ha ricevuto più attenzioni di lui, ma il personaggio, e la persona, Parisi se lo merita. Non è possibile per un bustocco dimenticare la prima Coppa Cev alzata al cielo nel 2010 o il tie break di finale con Villa Cortese o le trasferte in massa a Istanbul o Stettino. Lo sport, come la vita, va avanti e spesso le strade si separano. Ma per costruire un futuro radioso è necessario basarsi sulle fondamenta solide di un passato glorioso. In tutto questo Parisi c’era e per tutto questo Carlo rimarrà un bustocco (ad honorem lo è per davvero, è bene ricordarlo) per sempre.

Parisi ci parla, a modo suo, anche dell’attuale Uyba: “Gioca bene, è una squadra cazzuta che ti porta allo sfinimento con difese e contrattacchi, servono calma e lucidità per giocare contro di loro”. A molti nel vedere Re Carlo seduto sulla panchina di Scandicci è venuto un groppo al cuore, ma, se siamo certi, anche lui avrà avuto delle emozioni fortissime nel vedere il suo ex pubblico, tributargli una vera standing ovation. E siamo altrettanto certi che a tutti è dispiaciuto che la Uyba abbia perso con Scandicci, ma un sorriso per la vittoria di Carlo Parisi c’è stato; allo stesso modo Parisi si gode i due punti e il terzo posto in classifica, ma, in fondo al cuore corazzato di uomo del Sud, una punta di amarezza per aver battuto la “sua” Busto l’avrà provata.

L’ultimo saluto deve essere dedicato ai tifosi che, guidati dagli Adf con uno striscione da libro Cuore (“Tu… la nostra storia… Grazie Carlo”), gli hanno reso l’onore che merita: “È stato un momento molto emozionante, ho colto il grande affetto di questa gente per me, ho sentito tutti gli applausi, sono stati come un unico grande abbraccio. Vi ringrazio tutti, uno ad uno, sono molto legato a questa piazza, alla città e al pubblico. Sono davvero contento di aver ricevuto il loro applauso e un abbraccio così caloroso”.

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