Confindustria Lombardia in merito alla crisi politica
“Recuperare il senso dello Stato per evitare le macerie istituzionali”

Luciano Landoni

MILANO

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Gli industriali lombardi sono molto preoccupati per il caos politico imperante in Italia.

Il conflitto, mai visto prima, fra istituzioni, con la figura del presidente della Repubblica bersaglio di una pericolosissima delegittimazione che può mettere a rischio l’intera impalcatura della nostra democrazia elettivo-rappresentativa, rende l’intero sistema Paese vulnerabile e poco affidabile agli occhi del resto del mondo.

Gli sfracelli borsistici di queste ultime ore lo dimostrano chiaramente, così come l’innalzamento dello spread (un vero e proprio indice di fiducia a livello internazionale.

“L’Italia sta attraversando una delle sue crisi politiche più gravi. Confindustria Lombardia esprime preoccupazione per gli sviluppi politici degli ultimi giorni e per l’accentuarsi di uno scontro istituzionale senza precedenti. Non appare credibile che per un nome salti tutto il lavoro faticosamente compiuto, tra mille mediazioni dopo aver ripetutamente affermato che era importante il contratto, non i nomi. Questo è incomprensibile a meno che il fine non fosse far saltare tutto – prosegue la nota di Confindustria Lombardia – per arrivare a nuove elezioni, per un calcolo elettorale, con totale disprezzo degli interessi dell’Italia e degli italiani, che hanno innanzitutto bisogno di stabilità”.

“Il commento degli industriali lombardi – ribadisce il comunicato stampa diffuso da Confindustria Lombardia –  non vuole e non può essere politico. Al contrario, è il giudizio di una organizzazione che riconosce il ruolo primario della politica come fattore di coesione sociale e condizione imprescindibile dello sviluppo economico. Dopo 84 giorni di lavoro per venire a capo della complicata situazione è saltato tutto, ed appare difficile spiegare agli elettori, ma soprattutto agli italiani che hanno a cuore i destini dell’Italia, il perché. Questo preoccupa ancor di più, il rischio è di aggravare la situazione italiana”.

In merito poi all’appartenenza dell’Italia al “sistema Europa”, la nota dell’organizzazione confindustriale è chiarissima: “Serve un’economia forte e una politica forte, serve avere chiaro che abbiamo bisogno di un governo che rispetti e si faccia rispettare, anche per ridiscutere quello che in Europa non funziona: l’Europa va cambiata, ma dal di dentro. Solo attraverso una vera Unione Europea possiamo garantire lavoro e benessere alle nostre popolazioni. Siamo alla vigilia di impegni internazionali cruciali: appuntamenti nei quali, l’assenza della settima economia del mondo e del secondo Paese manifatturiero d’Europa, rischia di avere ripercussioni, oltre che sulla nostra credibilità, sugli scenari economici e geopolitici futuri a tutto vantaggio dei nostri competitors così come dei nostri partner”.

“L’invito, forte e profondamente sentito che l’industria lombarda rivolge alla politica, a tutta la politica, è ad abbassare i toni, per recuperare il senso dello Stato.  La distruzione del senso dello Stato – conclude Marco Bonometti presidente di Confindustria Lombardia –  ne pregiudica il futuro, distrugge le imprese, azzoppa le prospettive per i giovani, che hanno bisogno di crescita, non di macerie. Il recupero del senso dello Stato deve costituire l’obiettivo primario della politica, di tutti i protagonisti sullo scacchiere”.

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