alle scuole medie Galilei di Busto
Regole e social: Pro Patria e prof. Raina al “Collegio” con gli studenti

I giovani calciatori della Pro Patria Filippo Ghioldi e Andrea Boffelli, insieme al prof. Raina del celebre reality di Rai 2 “Il Collegio”, hanno fatto visita agli studenti bustocchi per parlare di regole, social e smartphone

Simone Testa

Busto Arsizio

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I giovani calciatori della Pro Patria Filippo Ghioldi e Andrea Boffelli, insieme al prof. Luca Raina (foto in basso) del celebre reality in onda su Rai 2 “Il Collegio”, hanno fatto visita ai ragazzi delle scuole medie Galilei di Busto Arsizio per parlare di regole, social e smartphone. L’incontro, tenutosi nel corso della serata di ieri, 10 dicembre, ha avuto un grande impatto sui genitori e, soprattutto, sui giovanissimi studenti che hanno gremito l’aula magna dell’Istituto Comprensivo di via Quadrelli.

Vicepreside ed insegnante dell’Istituto Comprensivo Toscanini di Casorate Sempione nella vita reale, il prof. Raina è diventato una vera e propria celebrità seguitissima sui social (ad oggi conta quasi 150mila follower su Instagram) grazie al suo ruolo di docente di storia e geografia de Il Collegio”, il popolarissimo docu-reality di Rai 2 che riporta una ventina di adolescenti in un collegio anni sessanta o anni ottanta, con tutte le regole dell’epoca. Regole che “a volte possono anche non piacerci, ma servono a dare indicazioni e a stabilire dei confini – ha spiegato il prof. Raina – Una delle cose che caratterizza maggiormente Il Collegio è la mancanza dei cellulari. Al giorno d’oggi tutti hanno smartphone, non possiamo farne a meno, ma farne un buon uso non è per nulla semplice. Spesso abusiamo di questi strumenti super tecnologici e finiamo per dimenticarci il valore dell’ascolto e del parlato”.

Altra delicatissima tematica è la velocità che ha assunto la comunicazione grazie agli smartphone: “Spesso postiamo in rete qualcosa senza pensarci su due volte. Per caricare una foto o un video su internet basta un click, ma una volta che è online ne perdiamo completamente il controllo, e quel documento può girare nella rete fino all’infinito. Questo vale per tutto, sia per le cose più belle, sia per quelle di cui poi ti penti. Anche pubblicando qualcosa per scherzo o per gioco, si rischia di far del male a qualcuno. Piccoli atti di bullismo possono ingigantirsi in maniera del tutto incontrollata sul web, diffondendosi a macchia d’olio nel giro di pochi secondi”.

Quindi, come stabilire delle regole sull’uso degli smartphone, soprattutto in età adolescenziale? “Bisognerebbe usarli solo per un periodo di tempo limitato, altrimenti si rischia di sviluppare una vera e propria dipendenza. I cellulari ormai fan parte della nostra vita, non possiamo negarlo, ma dobbiamo stabilire dei confini e non usarli più del necessario”.

Stabilire e rispettare le regole può portare lontano, specialmente nel mondo dello sport. Ne sono esempio Andrea Boffelli e Filippo Ghioldi, giovani difensori della Pro Patria rispettivamente classe ’97 e ’99. “Da piccolo passavo metà giornata a scuola e l’altra metà al campo d’allenamento – ha ricordato Boffelli – Il calcio ti insegna fin da subito che per arrivare a certi livelli bisogna fare dei sacrifici e rispettare delle regole, sia dentro che fuori dal campo fra alimentazione, sonno e orari”.

“Fra tutte le regole, la più importante è riuscire a conciliare lo studio con lo sport, senza togliere il tempo necessario al primo” ha sottolineato Ghioldi. Farlo è possibile e i due tigrotti, che dopo il diploma delle superiori sono andati avanti a studiare economia all’università, ne sono il perfetto esempio.

In chiusura dell’evento, l’assessore all’educazione Gigi Farioli ha commentato: “Le regole non devono essere mai interpretate come un vincolo o un obbligo, ma vanno viste come uno strumento che ci può condurre verso un percorso sereno che ci permette di vivere bene insieme. Solo con questo spirito cominceremo ad amarle e a considerale utili. Le regole sono un’opportunità”. Infine, il preside dell’Istituto comprensivo “Galilei”, Massimo Valentino, ha aggiunto: “La serata ha voluto fornire, oltre ad un momento di condivisione, uno spunto per riflettere su una delicatissima tematica”.

Quella di martedì 10 dicembre è stata la prima tappa di un percorso che porterà i giocatori della Pro Patria in diverse scuole della città, grazie alla collaborazione tra Aurora Pro Patria, Comune e istituti scolastici.

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