L'EX PREMIER HA VISITATO IL LABORATORIO SCOLASTICO AI MOLINI MARZOLI
Renzi elogia IdeaLab: “Spero che tutta Italia copi da Busto”

Il treno con cui il segretario del Pd sta girando l'Italia ha fatto tappa in città. Ad accoglierlo l'affetto dei militanti e anche una piccola contestazione

GIOGARA

Riccardo Canetta

BUSTO ARSIZIO

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Sono le 16.32 quando il treno “Destinazione Italia” con cui Matteo Renzi sta girando il Paese arriva al binario 1 della stazione delle Ferrovie dello Stato. Il leader del Partito Democratico scende dal convoglio affiancato dal segretario regionale Alessandro Alfieri, da quello della Provincia di Varese Samuele Astuti e da alcuni giovani, tra cui il consigliere comunale Massimo Brugnone. Ad accoglierlo nella sua prima visita in città ci sono amministratori locali, il neo-segretario cittadino Maurizio Artusa e alcune decine di militanti. È a questi che l’ex premier si rivolge subito, salutandoli da dietro una recinzione. “Mi sembra di essere in gabbia. Qualcuno ne sarebbe contento”, scherza, prima di dedicarsi a strette di mano e selfie.

“Chi vuole fare un accordo con la coalizione?”, domanda, ricevendo come risposta un corale “Nessuno”. “Meglio soli”, sostengono i militanti che sventolano le bandiere del partito. Renzi si ferma per qualche istante con gli iscritti più giovani, tra i quali c’è anche Alessandro, di Gemonio. “Ah, il paese di Bossi…”. Poi si dirige ai Molini Marzoli per visitare IdeaLab.
Un gruppetto di poche persone radunate in via Venezia – a distanza di sicurezza dal binario – lo contesta. Nessuno striscione, solo un cartello contro lo Ius Soli. Una signora con il tricolore in mano lo accusa di aver “rovinato l’Italia”. Un paio di militanti, mentre abbandonano la stazione, non ci stanno e rispondono duramente. C’è un po’ di nervosismo, ma la presenza delle forze dell’ordine convince tutti a limitarsi a qualche saluto colorito. Alla vigilia, il consigliere regionale bustocco della Lega Nord Giampiero Reguzzoni aveva invitato i concittadini a toccare ferro: “Nel 1924 la visita di Mussolini non portò bene alla nostra città, che si vide scippare il titolo di Provincia da Varese. Chissà quali sorprese ci riserverà la sosta del tour di Renzi che, notoriamente, non gode di essere portatore di buon auspicio”.
Un altro leghista, il consigliere comunale Livio Pinciroli, si “mimetizza” tra i sostenitori e si limita a osservare.

Al centro della tappa, la visita agli spazi di IdeaLab,  il laboratorio territoriale per l’occupabilità promosso da diverse scuole con capofila l’Ite Tosi. Ad accogliere l’ex premier ai Molini Marzoli, oltre al primo cittadino di Varese Davide Galimberti, c’è il “padrone di casa”, il sindaco di Busto Emanuele Antonelli (e di questo non tutti gli alleati saranno contenti). Quest’ultimo scherza: “Quando sarai ancora premier verrò a Palazzo Chigi per chiederti i soldi per Busto, come hai fatto tu con Berlusconi per Firenze”.
I direttori di IdeaLab Luca Mari e Laura de Biaggi mostrano a Renzi alcune attività svolte, prima di ripercorrere la storia del polo scolastico. La dirigente dell’Ite Nadia Cattaneo gli dona un libro sul “debate”, metodo pedagogico che nei prossimi giorni arriverà in Senato grazie anche all’istituto bustocco.

“Qui il territorio ha saputo cogliere le occasioni offerte dalla legge 107, la Buona scuola – sottolinea Renzi, colpito dalla rapidità con cui è sorto il laboratorio -. In questo luogo non c’è attenzione solo per la tecnica o la robotica, ma anche per la valorizzazione di ciò che si è. Lo sguardo educativo è cruciale. Una comunità è solida se tiene insieme i valori economici e occupazionali a quelli educativi e umani. Mi auguro che tutta Italia possa copiare dallo spirito che ho visto in questo meraviglioso IdeaLab di Varese”. Poi, sentendo qualche mugugno, si corregge: “Anzi, di Busto Arsizio, che però va d’accordo con Varese”. Lo sguardo cade su Antonelli e l’ex premier sorride: “Sindaco, hai anche il presidente del Consiglio comunale del Pd (Valerio Mariani, ndr)…”.
Poi il congedo (“Buona strada”) e il ritorno in stazione. Il viaggio di Renzi continua.

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