LUNGO APPLAUSO PER LILIANA SEGRE
Il ricordo dei martiri della Ercole Comerio: “Giovani, siate sentinelle della memoria”

Al Museo del Tessile un vasto pubblico ha ascoltato l'intervento della storica Barbara Berruti. La stele informativa inaugurata al parco Comerio dai ragazzi del liceo Candiani Bausch, "pietra d'inciampo di Busto Arsizio"

Silvia Bellezza

BUSTO ARSIZIO

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Stracolma la sala del Museo del Tessile in occasione della commemorazione civile per il 76esimo anniversario della deportazione dei membri della Commissione interna della Ercole Comerio, avvenuta il 10 gennaio 1944.

La cerimonia, accompagnata dall’esibizione degli studenti del liceo Candiani Bausch, si è aperta sabato pomeriggio con l’intervento di Natale Pargoletti, rappresentante delle Rsu aziendali che ha reso omaggio ai giovani eroi che furono deportati a Mauthausen: Vittorio Arconti, Arturo Cucchetti, Ambrogio Gallazzi, Giacomo Biancini, Alvise Mazzon e Melchiorre Comerio. Insieme a loro anche Giovanni Ballarati, Luigi Caimi, Rodolfo Mara, Mario Vago e Bruno Raimondi furono uccisi per aver partecipato alla lotta partigiana.

Un lunghissimo applauso ha accolto l’intervento di Natale Pargoletti che ha rivolto un pensiero alla senatrice Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, che portò la sua testimonianza proprio sul palco del Museo del Tessile, dieci anni fa, raccontando gli orrori della Shoah: “Mai avremmo pensato che il suo sacrificio ed impegno fossero oltraggiati con vili attacchi. Oggi siamo qui a ribadire alla senatrice che siamo tutti noi la sua scorta”. Anche il sindaco Emanuele Antonelli ha ricordato il messaggio della senatrice Segre: “Mi ha scritto invitando i giovani ad essere sentinelle della memoria. La presenza degli studenti del liceo Candiani che oggi hanno inaugurato una stele informativa al parco Comerio è un nuovo tassello del percorso intrapreso dall’amministrazione comunale – ha affermato il sindaco – continuare ad onorare il sacrificio dei lavoratori della Comerio contribuirà ad assicurare democrazia e un futuro di pace”.

Antonelli, con un fuoriprogramma, ha chiesto un applauso per il cavaliere Vincenzo Aquilina, chiamato sul palco: “Anche lui è stato deportato in Germania per due anni ed è sopravvissuto. È sempre partecipe, silenziosamente, a queste commemorazioni. Ha tenuto un diario che mi ha consegnato ed io ho letto. Daremo voce anche alla sua testimonianza”.

È seguito l’intervento di Barbara Berruti dell’Istituto Storico della Resistenza di Torino incentrato sul ruolo degli operai delle fabbriche durante la guerra: “Hanno fatto la Resistenza, attraverso gli scioperi, sfidando l’occupazione tedesca a viso aperto e pagandone un caro prezzo – ha osservato Berruti – il mio è un ringraziamento vero, non formale, per questa cerimonia e per la stele che avete inaugurato oggi. Io credo che questa sia la ‘pietra d’inciampo’ di Busto Arsizio”.

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