LA FINESTRA SUL MONDO
Riflessioni da “10 e lode!”

Luciano Landoni

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Ernesto Bottone, 61 anni, è stato nominato nell’estate dell’anno scorso amministratore delegato  di Primetals Technologies Italy Srl, una società del gruppo Primetals Technologies Limited.

Primetals è una joint-venture tra Mitsubishi Heavy Industries (MHI) e Siemens, la sede operativa si trova a Marnate dove lavorano 150 persone, e rappresenta un primario centro di competenza nel campo della laminazione per i prodotti lunghi dell’industria siderurgica.

Ernesto Bottone sarà uno dei protagonisti della serata del prossimo 29 novembre, al Teatro Sociale di Busto, dedicata alla cerimonia delle premiazioni della 10° edizione (intitolata “10 e lode!”) del premio letterario Mille e … Una STORIA.

Da lui, qualche giorno fa, ho ricevuto delle riflessioni in merito al futuro e ai giovani, che del futuro stesso sono (o dovrebbero essere) i principali protagonisti.

Ho deciso di riprodurle integralmente in questa Finestra per il semplice motivo che mi sembrano il modo migliore per affrontare queste due tematiche – futuro e giovani – dalle quali, volenti e nolenti, dipende l’avvenire del sistema Italia (e non solo).

Venerdì prossimo le stesse tematiche saranno affrontate con tanti giovani e con tutti quelli che hanno a cuore le sorti del nostro Paese.

Le considerazioni di Ernesto Bottone mi sembrano il prologo migliore.

“Caro Luciano,

Mi hai chiesto qualche riflessione sull’evento del 29 novembre. Vado a ruota libera.

Vorrei parlare – soprattutto ai giovani – del cambiamento in atto: viviamo il presente ma pianifichiamo insieme il nostro futuro. Reinventiamo, riprogettiamo e soprattutto re-immaginiamo.

E’ una riflessione che ho fatto leggendo una frase:“ tutto ciò che ha contribuito al tuo successo fino ad ora potrebbe essere esattamente ciò che ti ucciderà in futuro”.

Il mondo è in piazza: Cile, Hong Kong, Iraq, Libano, e ancora Cina, USA, Spagna, Argentina, Brexit, Turchia, Iran, Iraq, Bolivia, Pakistan. L’unica cosa certa del contemporaneo è l’incertezza. Sono aumentate le incertezze e i venti contrari, oggi è difficile fare qualsiasi pronostico. C’è un mondo in trasformazione.

Il mondo sta cambiando velocemente, noi persone stiamo cambiando altrettanto velocemente?

Non siamo più ciò che eravamo nel passato e non è ancora chiaro ciò che si dovrebbe divenire. Ma il cambiamento è in corso, veloce.

Si sente molto parlare di era dell’algoritmo, di lavori che oggi non esistono, di motivazioni  (?)  motivazioni per fare qualcosa che non conosciamo.

Siamo alla 4.0, i nostri giovani hanno una visione in continuo movimento, orizzontale, sono connessi ai social, sono abituati ad una comunicazione trasversale piuttosto che top down, guardano oltre il confine del proprio essere.

Scontro di pensiero: loro – i giovani –  pensano che staranno meglio, noi pensiamo che staremo peggio!

Superficialità e demagogia: noi continuiamo a conservare le nostre caratteristiche peggiori. La situazione economica del nostro Paese parla chiaro e ai numeri non c’è null’altro da aggiungere.

Dobbiamo fissarci degli obiettivi e soprattutto pensare agli strumenti che potrebbero aiutarci a conseguirli.

Per ciò che riguarda i primi, gli obiettivi, quando li abbiamo fissati dobbiamo sempre misurare i nostri risultati e riflettere su come migliorare. Autocritica.

Per i secondi, gli strumenti, serve il supporto del sistema Paese: scuole, industria, infrastrutture; non slogan e basta tatticismi politici: servono fatti concreti basati sulla sostenibilità, basta con il mordi e fuggi a prescindere.

La sostenibilità non è più un accessorio ma una colonna portante del cambiamento in atto e di tutto quello che facciamo. E’ da considerare ed affrontare seriamente, ancora una volta fatti concreti non slogan.

Tutto questo può entusiasmare, allo stesso tempo lo temiamo, non siamo tranquilli e abbiamo paura di affrontare questo cambiamento.

Contro questa paura, cioè lasciare la propria area di conforto, per affrontare i conflitti di idee e gli scontri di pensiero, secondo me dobbiamo far riferimento a valori usati spesso impropriamente se non abusati: PASSIONE, CORAGGIO.

Se condividiamo la stessa PASSIONE condividiamo ideali e progetti, costruiamo la “SQUADRA” con scambio continuo di idee e opinioni, confrontandoci in maniera aperta e diretta. Ed è quello che stiamo facendo ad esempio – insieme – nell’azienda che dirigo, per rafforzarci.

E oltre alla PASSIONE ci vuole tanto ma tanto CORAGGIO. Che forse ci manca.

“Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni”, Paulo Coelho.

Quando tutto va bene vanno bene tutti. E’ facile!

In azienda, nella nostra attività come nella nostra vita ci sono e ci saranno sempre alti e bassi. Le persone forti come le aziende forti e vincenti sono quelle che hanno CORAGGIO e sanno giocare nei momenti bui.

“Only during the night there are no shadows”, Carl Jung.

Ci dobbiamo credere: Insieme dobbiamo continuare a superare ostacoli e difficoltà, con PASSIONE e CORAGGIO, visualizzando e fissando i nostri obiettivi, pronti a cambiare, con volontà di ferro e con l’idea condivisa che il cambiamento sia la priorità uno. Non dobbiamo farci scoraggiare dalla situazione ma incoraggiare dalla nostra capacità.

Il presente ci affida un’impresa più che difficile: Ridare slancio e spinta allo sviluppo di un Paese da troppo tempo ripiegato su se stesso. Sì, un Paese che ha rinunciato, per quanto dura possa sembrare questa è la realtà. Dico questo senza false ipocrisie perché negare l’evidenza e la realtà non serve. Esserne consapevoli è la precondizione per reagire quanto prima.

Sta a noi in primis, che ricopriamo posizioni di responsabilità, ricostruire i valori, aiutare e proteggere questi giovani, incoraggiando un ambiente sicuro, fatto di fiducia, rispetto e senso di famiglia.

Oggi siamo in mezzo al guado, c’è da fare ancora tanto, insieme, da soli non saremo stato in grado di fare granché, la SQUADRA è fondamentale, un singolo ramo può anche spezzarsi, un fascio di rami mai.

Dicevo che c’è da fare ancora tanto: comunicare, condividere, investire in formazione, affrontare il mondo digitale, spostandoci sempre più oltre i confini noti.

Investire in formazione: quella delle competenze è una delle sfide principali. Serviranno sempre più professionalità articolate che siano in grado di portare la consapevolezza della nostra storia dei nostri valori.

Oggi sono con voi a condividere esperienze fatte di emozioni, passioni e tanto coraggio. Anche io temo tutto quello che sta succedendo però sono sicuro che:

  1. Se c’è qualcuno al mondo che può farlo, NOI LO FAREMO
  2. Se è umanamente possibile farlo, NOI LO FAREMO

Io ho finito il mio tempo ma non ho finito il mio impegno. La vita professionale inizia da stella e finisce da pianeta : si comincia brillando di vita propria e si finisce brillando di luce riflessa.

Tocca a voi giovani, con il nostro aiuto, spingere sul futuro. Siate allineati su visione, obiettivi e valori, poi tutto si illumina e si mette in moto da solo””.

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