Vorremmo parlare al prossimo Parlamento
Riflessioni meditate

Riflessioni meditate sul discorso di fine anno del nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Che coinvolgono pure noi a Busto Arsizio, ma che, ovviamente, tengono conto dell'intero Paese

Gianluigi Marcora

BUSTO ARSIZIO

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Riflessioni meditate sul discorso di fine anno del nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Che coinvolgono pure noi a Busto Arsizio, ma che – ovviamente – tengono conto dell’intero Paese. Anche per valorizzare meglio la nostra Costituzione definita “cassetta degli attrezzi” del nostro operare.

Proprio qui vorremmo parlare al prossimo Parlamento. Vale a dire ai futuri Onorevoli e Senatori che sono in procinto di occupare (dal 4 marzo) gli scranni di Montecitorio e Palazzo Madama. Vediamo di cambiare una volta per tutte, la Legge Elettorale per non permettere a chi sarà eletto di compiere certi “tragitti” come ha fatto il bustese, Ivan Catalano di sedere a Montecitorio col Movimento 5 Stelle, quasi subito dissociatosi per entrare a far parte del Gruppo Misto della Camera, portare la bandiera dei Liberali, confluire poi in Scelta Civica per poi rientrare nel Gruppo Misto all’interno della “corrente” dei Civici e Innovatori. Il tutto, per Legge (sic). Chi l’ha votato cosa può pensare di lui e del Parlamento? A Ivan venne poi appioppato il nomignolo di IBAN e, per sua stessa ammissione al Parlamento, Catalano c’è andato per aiutare la famiglia (monetariamente s’intende).

Differente il “tragitto” dell’altra bustese eletta sempre nel M5S, Laura Bignami. Lei fu cacciata dal M5S per aver rivendicato il rispetto delle regole interne che per sua motivazione erano state “scavalcate” per dare opportunismo ad altri di rimanere al proprio posto. Poi, Laura Bignami ha fondato il Movimento X che si può leggere “ics” ma pure “per”. La Bignami presentò pure le dimissioni dal Senato: respinte. Mattarella non è entrato nello specifico e men che meno ha toccato il tasto dei Costi della Politica e dei Costi della Democrazia. Detto fuori dai denti: “pantalone ha sempre pagato;  pantalone continuerà a pagare“. Vero che il Presidente ha “pungolato la Politica” per i “programmi futuri”, ma qui è il solito dire “si pensi bene” poi, a conti fatti, il Parlamento non mantiene (per colpa di chi?) le promesse.

Le difficoltà sono superabili“… certo Presidente, ma continuare a non risolvere quelle pregresse, non è ipotizzabile risolvere quelle future. “Misurarsi sulle novità” Quali Presidente? “Il dovere di fornire ai Cittadini proposte adeguate, realistiche e concrete“. Cominciamo dalle Pensioni, Presidente?

E’ un’oscenità la Legge in vigore che fa a pugni coi “vitalizi” pregressi e appena maturati. Poi, il trattamento dei “migranti” rispetto al trattamento degli italiani terremotati, rimasti senza lavoro, ospitati in case di fortuna. Ci metto pure i Costi del Quirinale, Presidente con 1805 dipendenti che non reggono il confronto con Buckingham Palace, molto più ampio e vasto e che annovera 285 dipendenti. Non aggiungo altri esempi, Presidente.

M’è piaciuto invece il ricordo dei “Ragazzi del ’99” obbligati a “far la guerra” per difendere la Patria. Molti di loro sono morti con l’ideale di Patria cucito addosso. Pochi di loro erano studenti; la maggiore parte viveva in zone rurali e lavorava nei campi, in fabbrica (poche) e non possiamo raffrontare quei giovani con gli attuali diciottenni (quasi tutti studenti e quasi tutti a carico delle rispettive famiglie). Certo il suo “invito” ad andare al voto è sacrosanto, Presidente. Sicuramente, questi giovani avranno imparato tanta teoria sui “social” ma da qui ad arrivare a scegliere con la pratica, ce ne passa. Molti di loro, Presidente, sono indottrinati e molti di loro vorranno seguire l’esempio dell’Ivan (detto IBAN) sopra citato e al Parlamento avremo qualche competente, ma molti opportunisti che, in virtù dell’attuale Legge, con un mandato che sarà mantenuto in essere a “colpi di fiducia” punteranno al vitalizio.

I giovani attuali, Presidente sono molto differenti anche dai giovani del ’68 e non ci si può aspettare un’altra stagione “del terrore” che avvenne in quegli anni. In sintesi: non mi aspetto nulla dal prossimo Parlamento con questa Legge Elettorale. Fatto è che i nonni ci sono ancora (e stanno aumentando di numero, sempre più) e una mano ai figli ed ai nipoti possono continuare a farlo. Una volta “andati avanti” (come dicono gli Alpini) che succederà? Le “cose proponibili concrete” Presidente si devono organizzare adesso e non solo esporle in campagna elettorale. La “cassetta degli attrezzi” deve essere utilizzata e non tradita.

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