Riflessioni sul nuovo anno

Gianluigi Marcora

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Mi viene in mente lo Zibaldone di Leopardi. L’anno che comincia è carico di speranze e di aspettative. Si sa, però che “passata la festa….gabbato lo santo“. L’ho scritto in minuscolo, il santo per un motivo preciso: si è tutti vulnerabili ed egoisti e chi non lo è, può pure metterci la …maiuscola.

Il 2019 si rivolge al passato per trarne giovamento. L’esperienza conta; forse non troppo, visto che le varie utopie tornano sempre a galla e chi rimane trova sempre lo spunto per criticare chi se n’è andato. Parlare di Politica – poi – diventa “terreno minato”. Non ce n’è uno che favoleggi un altro e non c’è Politico a capire il “buono” di un altro Politico. Ciò detto, sia a livello Locale sia a livello Nazionale.

Diciamo che tutti si arrabattano a trovare “cavilli” nell’operare degli altri, per arrivare poi a conclusione che “nessuno è perfetto” e meno che meno chi vorrebbe trovare la “pagliuzza nell’occhio del fratello” senza accorgersi della “trave dentro il proprio occhio“.

Specie di questi tempi, rileviamo due esempi molto eloquenti: il nostro Parlamento parla di “vilipendio alle Istituzioni” per la linea Politica impressa dal nuovo Governo che “ha costretto” al voto di fiducia per la “manovra” senza un’accurata discussione in Commissione e in Aula parlamentare. – altro esempio, a livello Provinciale, l’Opposizione boccia ogni delibera assunta da se stessa, quando era al governo.

Ci sembra tutto ….diabolico, mentre la gente, il cosiddetto Popolo non sa a chi offrire la propria fiducia.

Il Parlamento abituato sino a “ieri” a decidere il “da farsi” trova disdicevole e mistificatorio l’azione dell’attuale Governo per “paura” che questo Governo trovi la “quadra” per il bene della Nazione. Poi si va a vedere cos’hanno fatto i Governi dal 1946 ad oggi e si scopre che moltissime azioni del Parlamento stesso sono andate a discapito del benessere collettivo.

Ne vogliamo parlare? Sanità, in primis, ma pure Scuola, Lavoro, Pensioni, Corruzione, Evasione Fiscale, Elusione, Povertà …. per poi scoprire che le Leggi in essere hanno favorito le speculazioni e in materia di Tasse si è andati sempre a privilegiare le classi abbienti senza favorire le classi povere. Altrimenti non si sarebbe verificato l’aumento dell’indigenza e il mancato sviluppo dell’Economia.

Sembra un ossimoro, ma se da una parte si “intasca” dovrebbe esserci un’altra parte che “paga“. Invece, c’è chi paga a dismisura e c’è chi intasca (per Legge) in maniera sproporzionata. Superpensioni? Chi le ha stabilite, se non il Parlamento? Ci fosse una proporzione equa fra le ritenute e i vantaggi, allora si capirebbe meglio l’entità degli appannaggi. Invece, succede il contrario; nel senso che chi ha versato meno nelle casse dello Stato per avere una pensione, si trova ad usufruire molto, ma molto di più di quanto ha versato. Un solo esempio: Giorgio Napolitano ex Capo dello Stato, Politico a vita senza alcuna specializzazione e senza un accenno di ritenuta, è andato “in pensione” con una cifra esorbitante che ci fa schifo scrivere. Non solo: ha pure intascato una “liquidazione” incresciosa e un “reinserimento” che farebbe ribrezzo nominare.

Eppure, il Giorgio – Nazionale ha insistito a dire a tutto spiano che ….”se la faremo” …a fare che? Ci fosse un Contratto di lavoro, allora si avremmo avuto “due Parti” a dialogare e magari contrattare. Invece no! Decide il Parlamento. E come lo fa? Attribuendosi ogni sorta di benefit.

Poi ci troviamo ad essere primi al mondo in creatività e nel manifatturiero e ad avere un Debito Pubblico da Quarto Mondo e….ditemi…per colpa di chi? – almeno, questo Governo, un successo l’ha ottenuto: ha costretto l’Europa a rivedere il “compitino” per non affibbiarci una “moratoria” che in altri frangenti ci è stata addebitata. E come si è reagito? Con lo scherno, con la fatalità, con le ….cassandre di turno. Beh, se dovessimo “cadere” nel baratro (come il ponte Morandi) non è colpa di questi “dilettanti della Politica” come li hanno apostrofati, ma dei Governi che si sono succeduti dal 1946 a …ieri. Non è (visto l’esempio del ponte Morandi) che la “colpa” del disastro è da addebitare ai “tiranti” che hanno ceduto; bensì, la colpa è da attribuire al mancato controllo, alla mancata manutenzione, all’incuria con cui “chi di dovere” ha incassato senza colpo ferire. Senza essere dei disfattisti: vediamo come va. Del resto, peggio di così, l’Italia non può reggere. Mio padre diceva che “sono abituato a essere povero e in un modo o nell’altro, me la devo cavare …. il dramma è per chi ha mai provato ad essere povero e ….lì ci sarà il “cinema”.

Per il “provinciale” che aggiungere: se chi c’era smentisce chi c’è senza riconoscere quel che ha fatto, che ci teniamo a fare l’incombenza? A latere di tutto Auguri di un 2019 da vivere splendidamente!

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