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“Riflettuto molto per variare poco”

“Da architetto non avrei mai voluto dover mettere mano al documento di piano, perché so le difficoltà che derivano da questa scelta”; è con queste parole che il Sindaco Mirella Cerini ha introdotto la discussione che ha preceduto in consiglio il voto di adozione della variante al documento di piano, che si è presto trasformata in un durissimo scontro tra maggioranza e opposizione.

Dopo l’introduzione dell’architetto Marco Engel [1] a prendere la parola per rispondere alla domanda di quali fossero le motivazioni politiche alla base delle scelte prese è stata proprio la Prima Cittadina: “già nel nostro programma era chiaramente scritto che avremmo affrontato il tema urbanistico sin da subito in maniera organica; già dai giorni successivi all’insediamento sono arrivate numerose istanze, e questo ci ha portato ad iniziare un percorso più lungo e ampio per poterle affrontare in modo unitario.
Non vogliamo più, infatti, occuparci a macchia di singole aree, ma l’intenzione è quella di mettere in campo un progetto coeso per il bene della città; questo ci ha portati ad impegnarci e confrontarci, scegliendo di agire per effettuare le modifiche presentate stasera, che riguardano tutte aree private dismesse, con una grande possibilità di sviluppare, qualora non sia già successo, problematiche di degrado.
Le scelte fatte sono tutte nell’interesse della collettività e nell’ottica della rigenerazione; qualora, poi, si siano introdotti spazi di natura commerciale questo è stato fatto laddove vi siano arre, come la Saronnese, che per loro vocazione lo sono già”.

Come prevedibile i progetti della maggioranza non hanno incontrato il favore degli altri gruppi politici: “Avete riflettuto molto per variare molto poco – ha commentato Michele Palazzo – la vostra è una variante miope, fatta solo per accontentare gli interessi di pochi privati e non della collettività.
Come sempre manca totalmente una visione del futuro del territorio, e dopo 3 anni e mezzo ci troviamo ad avere a che fare solo con arroganza e chiacchiere; in quello che è stato presentato, infatti, non c’è traccia di idee per attrarre gli investitori e i piccoli e medi imprenditori, il cui arrivo a Castellanza rappresenterebbe importanti opportunità di lavoro per i cittadini”.
“Nonostante nel vostro programma si parlasse di tutelare l’esistente e di non consumare il territorio – ha sottolineato Paolo Colombo – saranno edificate aree, come quella dell’ex mostra del tessile, che attualmente sono verdi; oltre a questo non avete considerato l’aumento del traffico e i problemi che deriveranno dai nuovi insediamenti, la variante, infatti, prevede di edificare 106 mila metri quadri, con un aumento del traffico del 12%, che non è certo un dato trascurabile”.

Ultimo consigliere di minoranza a prendere la parola è stato Mino Caputo, che, pur definendo “apprezzabile il risparmio di suolo nel rispetto della legge 31 e il fatto di non aver effettuato singole varianti”, ha comunque evidenziato quelli che, a parer suo, sono importanti punti critici sul territorio, come ad esempio l’area che avrebbe dovuto ospitare il “bosco Cantoni” e quella del polo chimico.
Il riferimento alla centrale a vapore che sorge nel polo ha fatto sì che i toni si alzassero velocemente, e la seduta si è ben presto trasformata in un duro scontro dai toni forti tra il Sindaco Cerini e gli esponenti della maggioranza che ha dimostrato ancora una volta come a Castellanza sembri essere difficile dimenticare le acredini del passato per concentrarsi in maniera serena e costruttiva sul futuro della città.