CONVEGNO AI MOLINI MARZOLI
Riforma del Terzo Settore: “Servono certezze”

La riforma del Terzo Settore solleva dubbi e preoccupazioni. Con il contributo dell'Istituto La Provvidenza, è stato ospitato a Busto un importante convegno con autorità regionali ed esperti per approfondire il tema

Silvia Bellezza

BUSTO ARSIZIO

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La riforma del Terzo Settore al centro del convegno organizzato da Uneba ai Molini Marzoli, con il patrocinio della Regione Lombardia ed il contributo dell’Istituto La Provvidenza.

“E’ un cambiamento di rilevanza  storica per le Fondazioni e le Onlus. Servono certezze”, concordano le autorità regionali e comunali intervenute all’importante iniziativa.  La riforma pone fuori dal terzo settore le fondazioni di diritto privato (ex Ipab) che, nel frattempo, si sono candidate a diventare attori strategici territoriali per la riforma socio sanitaria lombarda.

“Questa riforma ci preoccupa perché va a toccare il terzo settore ed è mancata l’intesa con la regioni che vengono spogliate di una parte delle attività essenziali – ha sottolineato l’assessore regionale Francesca Brianza – la regione Lombardia ha tanti primati importanti, tra i quali un tessuto storico su cui questa riforma va ad impattare. Siamo in attesa dei tanti decreti attuativi, nel frattempo abbiamo già coinvolto un tavolo del Terzo Settore che ha prodotto un documento di approfondimento riguardante le ex Ipab, una peculiarità della nostra regione che occupa 7mila dipendenti che devono trovare la giusta tutela”.

Preoccupazioni sono manifestate anche dal vicepresidente regionale Uneba, Marco Petrillo: “Fondazioni come La Provvidenza uscirebbero dal terzo settore. E’ una grave penalizzazione, occorre sensibilizzare a livello regionale su questo tema”. In rappresentanza dell’amministrazione comunale è intervenuta l’assessore all’Inclusione Sociale Miriam Arabini: “La giornata di oggi è molto importante, per la presenza di  relatori di altissimo livello del settore e per orientare gli amministratori alle scelte più opportune. Ci sono molti dubbi ed incertezze perché i decreti attuativi non sono ancora stati emanati. Ma indipendentemente dal percorso che si vuole intraprendere, ogni ente sarà comunque obbligato a rivedere il proprio statuto e ad abbandonare la dicitura di Onlus”.

Il convegno si è aperto con il saluto del presidente dell’Istituto La Provvidenza, Ambrogio Gobbi che  ha definito la  riforma “epocale ma con inevitabili criticità”. Quindi, il saluto di monsignor Severino Pagani che ha espresso riconoscenza per istituzioni come La Provvidenza, “patrimonio culturale e di dedizione quotidiana. Abbiamo bisogno di carità per promuovere il bene comune”, ha detto il prevosto. Franco Massi, presidente nazionale Uneba, ha aggiunto: “la storia dell’assistenza non si fa né per decreti né per leggi. Nasce dai territori, dall’incontro tra carità cristiana e società civile”. Sono intervenuti anche  Paolo Favini e Gianni Daverio in rappresentanza di regione Lombardia e il presidente di Uneba regionale, Luca Degani.

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