PARCO ALTO MILANESE
Risorse e demagogia

Gianluigi Marcora

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Quanta demagogia. Non certo dalla giornalista che ha fatto domande al Presidente del Parco Alto Milanese, Guido Zampini. La demagogia la si riscontra nelle risposte che il Presidente ha fornito. Ma pure nel continuo non senso con cui si affronta un problema risolvibile con facilità. Estrema facilità.

Ci limitiamo ad analizzare domande e risposte fra la collega Angela Grassi di Prealpina e Zampini, per far discutere la gente, ma pure i vari Sindaci. Non solo quelli di Busto Arsizio, Legnano e Castellanza, titolari del Parco Alto Milanese, ma su su su sino al Ministro dell’Ecologia (scusate l’ardire).

Dunque: una discarica? “ci sono state almeno duemila persone. Difficile trovare tutto pulito il giorno dopo”.

No Presidente, non è per nulla difficile. Basta incentivare le “duemila persone” a portarsi a casa i rifiuti. Magari non solo i propri, ma pure quelli (rifiuti) che ciascuno potrebbe raccattare in giro.

Realista? Riunione del cda del Parco? Guardare al futuro? – Quale futuro, Presidente se oggi si va avanti con vecchie maniere. E aspetta i “report di Arcadia?” Suvvia, no e ritorno al suo “difficile trovare tutto pulito”.

Lei asserisce “faremo insieme una riflessione – cda, Arcadia nda” Bene, riflettete, ma per l’immediato futuro e non per il passato. “Gestire tutta quella gente con i sistemi attuali è impossibile”. Eh no, Presidente, non è impossibile, anzi! E tirare in ballo la Polizia Locale è metodo coercitivo, non civico. (Lo so si aspetta il come risolvere il problema. Attenda ancora un po’ poi glielo svelo, Presidente. Un po’ di pazienza, perbacco).

Lascio stare il suo “incivili” che (per carità, ci sono), ma il problema (creda) è risolvibile. “La gente deve imparare a portarsi via i rifiuti, se serve” Ci siamo, Presidente. Per farlo, basta incentivarla,la gente, non punirla.”Il Parco è attrattivo. Va gestito” Giusto Presidente, ma senza un incentivo a favore dei fruitori, non si potrà mai gestire un Parco stupendo come il nostro. Lei poi aggiunge “un Parco vivo come noi vogliamo” e alla giornalista che le chiede “ma così il Parco rischia di morire” (e ha ragione) lei risponde “vogliamo cambiare le cose” e lo spero Presidente, lo spero. Per “cambiare le cose” occorre un’innovazione del sistema. E lei può esserne il garante o il portavoce con i tre Sindaci. E noi ci uniamo a lei, con l’iniziativa che tra breve le sottoporrò.

Non commento l’infelice domanda e l’infelice risposta: “colpa degli stranieri?” cosa c’entra non lo capisco e lei Presidente risponde “il popolo del Parco è variegato. Non mi sento di dire che una sola etnia abbia la cultura del barbecue” poi si salva un po’ dicendo “dobbiamo fare in modo che il Parco sia usato da tutti“.

Eccoci alla proposta, Presidente. Forse le sarà scappato qualche Editoriale fa, ma la proposta gliela faccio lo stesso: istituisca un incentivo a chi raccatta i rifiuti e “porti a casa” ogni tipo di spazzatura che trova nel Parco. Oltre al vetro, ai tovagliolini, ci sono pure materassi abbandonati, reticolati, resti di cibo, carta, legni e ogni sorta di ….merda che gioca a disdoro di una Comunità civile. Non occorrono gli “operatori ecologici” (che peraltro svolgono un lavoro lodevole), ma necessita l’impegno di ciascuno a “portarsi a casa” ogni tipo di rifiuto. Lo cataloga, mette a frutto la “raccolta differenziata” e Agesp (ad esempio) la ritira a domicilio e rilascia alla “gente civile” una ricevuta su cui sta scritto ciò che l’operatore ecologico ritira.

Quella ricevuta serve al Cittadino per riscuotere quanto gli spetta per il suo lavoro. Poi Agesp rivenderà quei rifiuti (basta chiamarli rifiuti; sono risorse)ai rispettivi grossisti che ritirano ferro, alluminio, carta, vetro e … (a corpo) materassi, mobili, gomme e introiterà il relativo compenso.

Vede, Presidente? Guadagna il Cittadino (non più incivile) e guadagna il Comune che, da una parte si trova tutto pulito, paga il Cittadino operoso e con l’incasso che fa dal grossista, remunera un servizio.

Poi si potrà stabilire un incentivo maggiore a chi porta direttamente i “rifiuti” raccolti al Centro e il problema si risolve. Pensi ai “senza lavoro”. Pulirebbero non solo il Parco Alto Milanese, ma ogni sorta di verde pubblico, pur di raccogliere le schifezze buttate dalla gente incivile e avrebbe un incentivo.

Vedrà, Presidente che non parlerà più di “discarica“, di “impossibilità” a risolvere il problema, di “senso civico“, di “rassegnazione“. La benedetta “riflessione” che “faremo insieme” deve puntare al nuovo con la giusta esperienza dei nostri vecchi. Ha mai sentito parlare dello “strascèe?” Lui, il cenciaiolo, raccoglieva ben catalogato quanto sopra, pagava poi lo andava a portare al grossista e introitava. Ecco: quello è il futuro adottabile per risolvere un problema ancestrale. Non più RIFIUTI ma RISORSE. Basta demagogia!

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