Così, non l'avevo vista mai
Rispetto

La "mia" Busto Arsizio ha forse dimenticato dentro l'antica rozzezza, la buona creanza che si deve alle persone; al rispetto per gli altri, compreso il "diverso"...

Gianluigi Marcora

BUSTO ARSIZIO

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Così, non l’avevo vista mai. La “mia” Busto Arsizio ha forse dimenticato dentro l’antica rozzezza, la buona creanza che si deve alle persone; al rispetto per gli altri, compreso il “diverso”. No, Busto non è razzista e nemmeno qualunquista. C’è, che in certi frangenti, la “mia” Busto diventa irascibile. Proprio così, irascibile, facile ad arrabbiarsi, violenta e spregiudicata! Non bastano le ragazzate di cretini che imbrattano il centro cittadino… e non solo. Nemmeno mi stupisco della fontana in piazza Garibaldi, diventata una cloaca che in tempi ristretti viene pulita e ripulita, come un neonato che si fa tutto addosso. Almeno, il “bimbo” non è ancora in grado si avere a cuore il momento per ogni bisogno. I lestofanti, invece, non solo non sanno cos’è il “bisogno”, ma nella zucca tengono solo “scigòi” (cicale). Che non si limitano a cantare d’estate, ma lo fanno ad ogni temperatura.

Fatto è che a scorrazzare in giro, si trovano scempiaggini di ogni tipo e specie. Il “centro” somiglia a un disegno “andato a male“. Mura imbrattate con simboli e decorazioni che portano disdoro anche a chi li ha prodotti. Nessun estro, nessuna fantasia, nessuna prova di intelligenza: solo macchie, con inserita la poca sensibilità per il vivere in comunità.

Ricordare poi a costoro che anche le Tasse aumentano, quando il Comune si vede costretto a sostenere le spese per “riabilitare” il decoro cittadino. Tra via Milano e piazza Vittorio Emanuele c’è un effluvio di sciocchezze che dà da pensare al valore dell’intelligenza degli “autori”. Ma c’è pure viale Europa, col vecchio Cinema Oscar diventato un “gigante spento” che non ha ricevuto alcun tipo di sostentamento. Tra vie e viuzze che si snocciolano tutt’attorno, si scovano pure resti di sesso e di vizio che producono solo “arrembaggi” di mosche e di lugubri insetti.

Anche via (o Corso – quasi non l’ho mai capito) XX Settembre, lo spettacolo non è decoroso. Sporcizia ovunque, anche dopo il passaggio della “raccolta differenziata” : la gente butta via di tutto, poi va a protestare (magari) a scuola per il bimbo che finisce dietro alla lavagna.

Voglio dire che fa bene l’Assessore Max Rogora ad “avvertire” i genitori che hanno i pargoli a rischio. Quei “pargoli” che rompono le suppellettili in giro, compresi quelle dei parchi pubblici. E che ora dovranno affrontare gli Agenti della Polizia Locale in borghese, autorizzati a elevare salate multe. Sicuramente ci sarà una “sfida” fra “ladri e cacciatori”, ma una volta dato l’esempio, anche i più renitenti si metteranno in riga… come s’è fatto con le “cinture di sicurezza” in auto, ricordate?

C’è un altro problema che affligge Busto Arsizio. Ne parlavo col mio amico Mario Gallazzi durante un incontro del tutto casuale in centro Busto Arsizio. Lui era accompagnato dalla deliziosa consorte che mi ha fatto specie per la sua semplicità e per avere il “coraggio” di mostrare le poche rughe che ha. Certe donne, si “stirano”, si camuffano, vogliono ritornare… giovani. Ecco, la signora Gallazzi ha dimostrato la sua giovinezza, nello splendore di madre natura (non ho fatto complimenti, ma solo constatazioni). Dicevo con Mario: Busto s’è incattivita. Sembra che chi ha meno, abbia voglia quasi di “vendicarsi” con chi ha di più. Troppi sguardi truci, in giro, troppa sufficienza nel parlare e nello sparlare degli altri. Direi, troppa invidia, troppi discorsi da gossip, troppe melanconie rapprese, pure troppe “accuse” con dentro il “dubbio” nei confronti di chi s’è fatta una strada onestamente.

Mario – poi – ha sollevato un problema a mo’ di esempio: “parlano dei pensionati” come se fossero dei mantenuti. Al di là delle baby pensioni (scandalo politico di vecchia generazione), i pensionati oggi, versano tra trattenute non dovute, quelle dovute e mancati aggiornamenti della guadagnata pensione 12 miliardi di Euro l’anno… quindi?

Al di là del reciproco amore per Busto Arsizio (quello di Mario e mio, oltre alla sua signora) occorre amarci un tantino di più… o quantomeno ricordarci tutti che esiste la parola rispetto: RISPETTO!

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